Il Tirreno

Lucca

Covid, positivo il titolare di un locale. Ma Asl rassicura: focolaio già circoscritto

Gianni Parrini
Covid, positivo il titolare di un locale. Ma Asl rassicura: focolaio già circoscritto

L’uomo lavorava con il cameriere 39enne rientrato con la moglie dall’Albania. Negativi il parroco e tutti gli altri contatti

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LUCCA. Covid, circoscritto il focolaio lucchese ma c’è un altro positivo: contagiato uno dei titolari del locale della periferia in cui lavora il 39enne italiano rientrato qualche giorno fa dall’Albania assieme alla moglie e ai figli. Si tratta di un signore sulla sessantina, che gestisce e lavora nel locale assieme al fratello e agli altri familiari. È in buone condizioni di salute e dopo aver valutato la situazione con l’Asl, ha deciso di trascorrere la quarantena a casa. Negativi al tampone, invece, tutti gli altri contatti del cameriere che sono stati sottoposti al test. Sono una dozzina in tutto: oltre ai colleghi di lavoro e ai familiari ci sono un paio di clienti del locale, il prete e gli altri frequentatori della parrocchia in cui il 39enne era stato nei giorni scorsi, dopo il rientro dal viaggio in Albania con la famiglia. «Sono state messe in atto tutte le azioni necessarie per circoscrivere il cluster – spiega l’azienda in una nota – I tre componenti della famiglia rientrata dall’Albania e positivi al Covid-19 sono in albergo sanitario, tutti in buone condizioni di salute, mentre gli altri negativi sono in isolamento a casa». Albergo sanitario che è quasi al completo: delle 19 stanze disponibili, 17 sono occupate (ci sono gli otto bengalesi del cluster versiliese, la 33enne capannorese, i tre della famiglia lucchese e altre persone arrivate da fuori).
Intanto il locale alla periferia di Lucca in cui lavorano il titolare e il cameriere è chiuso e lo rimarrà per le prossime due settimane visto che il personale è in quarantena: «Ferie forzate», dicono al telefono con un po’ di amarezza.

L’attenzione, dunque, resta alta ma non c’è ragione di farsi prendere dalla paura. Il cluster è stato circoscritto e l’Asl ha ricostruito con precisione la catena dei contatti dei soggetti positivi. Che non si amplia ulteriormente perché familiari e contatti stretti del gestore del locale erano già stati messi in quarantena nel momento in cui era emersa la positività del cameriere, vista la prossimità sul luogo di lavoro. La vicenda conferma come il pericolo in questa fase sia rappresentato essenzialmente dai contagi di ritorno. Sul territorio ormai il virus circola poco e con un’aggressività limitata. Mentre nei Paesi in cui la curva dei contagi è ancora alta (Albania, Romania, ecc) il coronavirus mostra una maggiora carica virale e quindi una più alta capacità di infettare. Per questo è importante intercettare velocemente i casi importati dall’estero e circoscrivere il campo. L’app Immuni potrebbe essere d’aiuto ma sono pochi i cittadini che l’hanno scaricata sul telefono e questo complica il lavoro del dipartimento di Igiene nel tentare di ricostruire la catena del contagio e i contatti a rischio. Un lavoro che viene fatto attraverso le interviste ai soggetti positivi al tampone a cui si chiede di indicare le persone che hanno incontrato nei giorni precedenti.

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