Il Tirreno

Lucca

l’analisi 

«Nuova cassa integrazione per sostenere le imprese»

b.a.

La richiesta dei rappresentanti degli imprenditori riguarda anche l’agevolazione nell’iter delle domande. «La politica deve starci molto vicina»

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«Credo che per la cassa integrazione sarà necessario un ulteriore rifinanziamento». Anche sul tasto degli ammortizzatori sociali per le imprese in epoca post Covid, i vertici di Confindustria Toscana nord ovest non hanno dubbi: occorre prolungare.

«C’è stato un utilizzo in modo massiccio della cassa integrazione - spiega il presidente Giulio Grossi -. Abbiamo i dati delle ore autorizzate e non ancora utilizzate: quelle rimaste verranno usate in autunno. Le nove settimane complessive di cassa integrazione legata al Covid sono state dalla maggior parte delle aziende utilizzate cinque prima dell’estate e le restanti quattro andranno a dopo l’estate».

«Il problema dei mesi a venire - gli fa eco il vice presidente Francesco Marini - sarà l’occupazione. Si dovrà chiedere ulteriore cassa integrazione per sostenere l’occupazione. Chiediamo alla politica vicinanza nelle scelte. La Regione Toscana ha un ufficio a Bruxelles: abbiamo bisogno di un appoggio forte».

Tra le altre sollecitazioni, Grossi sottolinea la necessità di un cambio di passo sulle agevolazioni. «Chiediamo alla Regione di snellire l’iter delle domande. Vorremmo che il governo regionale fosse attento al manifatturiero, che crea ricchezza e occupazione. I dati ad oggi sono purtroppo terribili», dichiara.

Facendo un’analisi dei singoli settori dell’economia lucchese, emerge che viascuno ha avuto dinamiche diverse al suo interno. «La carta - spiega infatti Grossi - è un settore che non ha mai chiuso. Marzo e apriledi quest’anno sono stati mesi con una produzione molto forte, poi rallentata in modo importante in conseguenza del calo della richiesta proveniente dal settore di quello che in gergo viene definito “away fron home”, cioè i ristoranti e gli alberghi. Le previsioni per il prossimo trimestre non sono confortanti: è atteso un ulteriore rallentamento della produzione».

Quanto invece alla metalmeccanica legata al tessile e al cartario, tanta parte del rallentamento, aggiunge Grossi, è subentrato a seguito «delle difficoltà di spostamento per montatori e riparatori. L’impossibilità per loro di viaggiare ha frenato molto l’intero settore». E non ultimo il turismo: un settore questo »super colpito», chiude.

I rappresentanti degli imprenditori si soffermano anche sull’importanza del graduale ritorno delle fiere di settore. «Le fiere torneranno - spiegano -, stiamo intercettando sempre più aziende che si iscrivono. ma non saranno più così frequentate in presenza come in passato. Si parla adesso in ogni azienda di creare spazi virtuali dove mostrare i propri prodotti. La fiera fisica non sarà più un luogo in cui agganciare tutti i potenziali clienti». —





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