Lutto
«Tiglio sano, ma con radici superficiali»: dopo il crollo, parte il test sulle alberature
L’agronoma Letizia Cipresso ha eseguito il sopralluogo. «Ha inciso il fattore casualità legato alla potenza del temporale»
Barbara Antoni / LUCCA
Saranno monitorati i tigli lungo la passeggiata delle Mura urbane, quelli particolarmente alti e con una chioma imponente. Anche se sani, sia nel fusto che nelle radici, potrebbero essere a rischio caduta in casi di fortunali come quello che si è abbattuto su Lucca (e su molte altre località toscane) nel pomeriggio di venerdì 24 luglio, e ha causato il crollo di un tiglio alto venti metri. La pianta si è letteralmente stadicata, andando a cadere in modo perfettamente orizzontale attraverso il viale. La chioma è finita per spuntare dalla parte opposta, dalla cortina che si affaccia sulla Cavallerizza. Non c’era nessuno, fortunatamente, in quel momento a passeggio. Ma per chi è passato poco dopo, la scena è stata agghiacciante.
Ieri mattina, su richiesta dell’amministrazione comunale, l’agronoma Letizia Cipresso ha eseguito il sopralluogo sulla pianta crollata. Al termine dell’ispezione, è emersa la necessità di procedere al monitoraggio di un campione di tigli per dimensioni e condizioni analoghi a quello caduto: ci si concentrerà su quelli che si affacciano sopra la cannoniera del baluardo di San Donato, che saranno i primi ad essere esaminati. «Questi tigli - spiega l’agronoma - saranno oggetto di analisi dinamiche, che verranno eseguite applicando sensori sulla pianta in modo da valutare, in una giornata di vento, la loro stabilità».
«Questa mattina (ieri, per chi legge, ndr) ho eseguito il sopralluogo alla pianta caduta - continua -. Ho potuto constatare che le radici erano sane, sia quelle grandi che piccole, e che l’abero non aveva carie né funghi. Neanche il tronco mostrava problemi: l’unica cosa che ho riscontrato è che l’apparato radicale era molto superficiale».
È normale che le radici di un tiglio siano poco profonde?
«Non si può paragonare l’habitat di un tiglio che vive in un campo con quello che vive in un ambiente urbano, come le Mura. La pianta si adatta a quello che trova e, in ambiente urbano, per tenere la stabilità allarga le radici. Anche se mi risulta che comunque il tiglio caduto nel pomeriggio di venerdì avesse il fittone. Purtroppo c’è anche il fattore casualità. Anche se la pianta è sana, c’è un fattore di rischio che non possiamo calcolare. E in questo caso, ribadisco, la pianta non mostrava problemi».
Come ricostruisce le cause del crollo di venerdì?
«C’è stato un vento molto forte, seppure breve e concentrato. Mi trovavo sulle Mura quando la bufera è iniziata. Il vento si è alzato all’improvviso in modo molto potente e la cortina ha creato un corridoio in cui il vento si è incanalato creando mulinelli. Una pianta con la chioma alta è molto a rischio in questi casi. C’è un altro elemento».
Quale?
«Sulla parte opposta del tiglio crollato, proprio di fronte c’è uno spazio lasciato vuoto da un tiglio molto più piccolo e basso: il vento si è incanalato da lì. I temporali estivi possono essere molto forti».
Quali saranno i provvedimenti nell’immediato?
«Il Comune di Lucca sta facendo una valutazione molto scrupolosa delle alberature e solo sulle Mura ci sono circa 3.100 piante. Quelle che non mostrano segni di fragilità o altri sintomi saranno valutate con strumenti più approfonditi. A seguito del crollo di venerdì, inizieremo a monitorare i tigli sulla cannoniera». —
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