Il Tirreno

Lucca

l’appello 

Dove sta il Mascherone? Quel simbolo in attesa di tornare alla città

Nicola Nucci

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CAPANNORI

È tornato il silenzio sull’antico mascherone ligneo caro ai capannoresi. Il preziozo manufatto risalente agli inizi del Settecento avrebbe dovuto essere restaurato, dopo che nel 2016 il parroco, don Marcello, lo aveva donato al Comune perché lo valorizzasse. Per poi essere nuovamente esposto: non più sull’orologio della chiesa dei santi Quirico e Giuditta, ma in una sala del museo Athena.

A sollevare la questione è Giacomo Bini, studioso di tradizioni e folklore locale, nonché ex consigliere di Ascit ed esponente politico: «Il prezioso mascherone, noto ai capannoresi come la “Topa”, deve tornare a essere un patrimonio della comunità. Nel febbraio 2018 si è riacceso un dibattito su questo simbolo popolare che il parroco ha donato al Comune per essere restaurato ed esposto al museo cittadino. Da li in poi, però, una cortina di mistero. Spero che sia fatto il prima possibile, perché è un’occasione unica e un modo per riscoprire un pezzo di storia del paese».

Su quel buffo personaggio raffigurante un vecchio che, brandendo falce e clessidra, se ne stava seduto sopra l’orologio del campanile della chiesa, se ne sono dette e scritte tante, tra leggende e illazioni, sberleffi e ironia: «Il mascherone – ricorda Bini – attraverso un complesso meccanismo di ingegneria apriva e chiudeva la bocca allo scoccare delle ore ed è conosciuto con un appellativo irriverente e tutto toscano. Si vocifera ormai da circa un secolo che fu tolto perché preti e vescovo erano scandalizzati dai continui giochi di parole che il manufatto evocava, e fu deciso di togliere tutto, ma non è vero che venne riposto in un armadio della sacrestia. C’è persino un detto popolare “c’hai ’na bocca come la topa di Capannori” per indicare la propensione di certe persone a sparlare e dire spropositi su tutto e su tutti».

La riscoperta si deve alla ricerca appassionata dello scrittore, ed ex vicesindaco di Lucca, Domenico Riccio, che ha ricostruito la tradizione del mascherone che, si dice, doveva esorcizzare i cattivi presagi. —

Nicola Nucci

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