Sicurezza
«Adesso dovranno risarcire i danni subiti dopo 9 anni di processi»
LUCCA
Con l’ultimo pronunciamento della Cassazione che mette una pietra tombale sull’inchiesta relativa ad una presunta corruzione nella pubblica amministrazione in relazione a due interventi urbanistici (Parco S. Anna e stadio Porta Elisa) che coinvolse politici, dirigenti comunali, professionisti, amministratori di società partecipate e imprenditori, l’ex assessore Marco Chiari, che finì in carcere nel giugno 2011, interviene per ribadire che, proprio in virtù dei danni subiti e dell’ingiusta detenzione, tramite il suo legale chiederà un congruo risarcimento al pm titolare del procedimento e al gip che firmò l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. «Amarezza e disgusto: sono queste le prime reazioni alla sentenza definitiva della Suprema Corte che ha assolto tutte le persone coinvolte nell’operazione che mi portò in carcere nove anni fa. Per fortuna la Giustizia, rappresentata da magistrati corretti, funziona anche se sono serviti 9 lunghi anni per mettere la parola fine a questa vicenda che mi ha rovinato a livello umano e professionale. Ho passato periodi terribili: anni di sequestri, unico tra tutti gli imputati, che si porta ancora dietro contenziosi con l’Agenzia delle Entrate. Adesso chi mi accusò ingiustamente e firmò l’ordine di carcerazione dovrà risponderne in sede penale e civile senza dimenticare gli altissimi costi economici pagati dalla collettività per indagini, intercettazioni, spese legali e procedurali. Nulla e nessuno potrà mai restituire a tutti noi questi dieci anni di vita danneggiata in modo arbitrario». —
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