Il Tirreno

Lucca

Altopascio  

Baratto sociale, duemila euro a chi fa lavori di pubblica utilità

Nicola Nucci

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ALTOPASCIO

Adesso fare lavori di pubblica utilità sarà anche conveniente: ogni partecipante percepirà 2mila euro di contributo. Soldi ricavati dal fondo anticrisi in cambio di piccoli lavori, dalla pulizia delle strade alla manutenzione e abbellimento di aree verdi e piazze. È stato un successo il baratto sociale (quasi 70 persone tra disoccupati e pensionati prima del lockdown) che il Comune di Altopascio replica al femminile con un gruppo di donne altopascesi impegnate nella cura e nel decoro del paese e delle frazioni fino alla fine dell’anno. In cambio di un sussidio che permetterà ai disoccupati, ai pensionati o alle giovani coppie con basso Isee di ricevere sostegni economici a fondo perduto. Arrivato al quarto anno consecutivo il progetto sostiene persone in difficoltà economica con aiuti diretti da restituire alla collettività sotto forma di lavori socialmente utili. «Una prassi che ad Altopascio va avanti dal 2017, ben prima dell’introduzione del reddito di cittadinanza in Italia», sottolinea con orgoglio il sindaco Sara D’Ambrosio. Non una forma di assistenzialismo vecchio stampo ma un modo per restituire dignità e mettere qualche soldo in tasca a chi è in difficoltà. «Il fondo anticrisi funziona ancora di più e ancora meglio da quando abbiamo istituito il baratto sociale, perché alla base non deve esserci solo il supporto immediato, ma soprattutto il varare politiche e iniziative in grado di offrire alle persone in difficoltà una nuova possibilità di inserimento sociale e lavorativo - evidenziano il sindaco e l’assessore al sociale Ilaria Sorini - Non è assistenza quella che vogliamo garantire, ma un supporto concreto affinché le persone possano reinserirsi nel mondo del lavoro. Il progetto di baratto sociale ha proprio questo merito, ovvero dare un contributo economico a fronte di un’attività socialmente utile svolta a vantaggio di tutta la collettività».

Tante le "mansioni" affidate alla squadra dei volontari: pulizia e mantenimento dei parchi, dei bordi strada, dei marciapiedi e dei luoghi comuni di socialità (piazze, strade, giardini), eliminazione dei rifiuti abbandonati o delle cartacce lasciate a terra, interventi sul decoro del paese e delle frazioni. Ogni partecipante al baratto sociale ha adottato una zona specifica di Altopascio, Badia Pozzeveri, Spianate e Marginone secondo le proprie capacità manuali e il coinvolgimento dei comitati paesani e delle associazioni di volontariato. «Noi lo facciamo, con le risorse comunali, da circa quattro anni e i risultati sono sotto gli occhi di tutti - dice il primo cittadino D’Ambrosio – e in questo modo, infatti, non solo teniamo più pulito il nostro paese, ma diamo la possibilità a chi ha perso il lavoro di ricostruire relazioni, di uscire dall’isolamento, ricreare legami e opportunità». —

Nicola Nucci

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