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“X-file” in chiave lucchese  

Viaggio nei misteri della Mediavalle in cerca di fenomeni e scoprendo la storia

Viaggio nei misteri della Mediavalle in cerca di fenomeni e scoprendo la storia

Tra Bagni e Borgo arriveranno i ricercatori dell’Epas  Così si valorizzano anche gli aspetti insoliti del territorio

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BAGNI DI LUCCA

Il mistero è sempre affascinante, anche quando lo si guarda con gli occhi uno scettico. E, che le si vivano come un divertissement, o che davvero si affrontino con uno spirito possibilista, le “storie di fantasmi” sono comunque affascinanti, e sotto il profilo del mistero Lucca ha molto da offrire, anche ben oltre la celeberrima pietra “piegata” di piazza Bernardini.

Basta infatti cominciare a risalire lungo il Serchio, superando il simbolico – anche nel nome – Ponte del Diavolo, per trovare parecchi motivi di suggestione che, aspetto non secondario, potrebbero tradursi anche in ulteriori elementi attrattivi per la Valle. Motivi che nei prossimi giorni saranno al centro di un’indagine di esperti di questi fenomeni.

Indagine che partirà da Bagni di Lucca: Pulcini a due teste, pugnali rituali, chiodi appartenenti alla bara di un potente esoterista e persino una bambola di pezza ritenuta posseduta, sono infatti alcuni dei cimeli presenti nella collezione di Christian Alpini, conservata a Villa Webb. L’Epas (European Paranormal Activity Society) visiterà il museo venerdì 24 alla ricerca di eventuali fenomeni cosiddetti “fortiani”. L’associazione sarà accompagnata da Virgilio Contrucci, storico e restauratore, curatore del museo. Il giorno successivo, gli studiosi raggiungeranno invece Borgo a Mozzano, per condurre un sopralluogo lungo la Linea Gotica allestita dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale. Nella stessa occasione i ricercatori visiteranno anche il già citato Ponte del Diavolo. In , questo caso ad accompagnare Epas sarà Piergiorgio Pieroni, storico e presidente della Pro Loco. Per l’intero fine settimana, saranno presenti anche Alberto Bazzani, responsabile del castello di Gusciola, nel Modenese, e la ricercatrice Paola Mori.

Due giorni intensi, dunque, durante i quali i membri dell’associazione effettueranno una complessa ricerca di stampo storico e scientifico. Epas si occupa dal 2011 di studiare i fenomeni paranormali «sempre partendo – viene sottolineato – da un approccio scettico, lontano dalle spettacolarizzazioni a cui televisione e internet ci hanno abituati nel corso del tempo. Si tratta di imbracciare strumentazioni tecnologiche in grado di rilevare quelle che gli studiosi chiamano anomalie».

«Non parliamo di fantasmi, spettri o demoni – spiegano il presidente e vicepresidente di Epas Massimiliano Maresca e Giuseppe Ferrara – non siamo ghost hunters o acchiappafantasmi. È possibile che la realtà in cui viviamo nasconda aspetti ancora sconosciuti alla scienza, ma non abbiamo necessità di rilevare qualcosa di anomalo a tutti i costi, perché non siamo a caccia di visibilità o guadagni. Lo facciamo per passione e non avrebbe senso mistificare le nostre ricerche».

Del resto, viene sottolineato, Epas si pone l’obiettivo di valorizzare i luoghi che visita, approfondendone la storia, l’arte, l’architettura, il folklore: «Epas è un network internazionale che conta sezioni e appassionati in tutta Europa e non solo. Durante le nostre ricerche registriamo veri e propri documentari che pubblichiamo sui nostri canali social e mostriamo nel corso di convegni ed eventi. In questo modo speriamo di contribuire alla conoscenza delle meraviglie che il nostro paese conserva, incrementando la curiosità e, perché no, anche il turismo». —



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