La manifestazione
Lucart interrompe il dialogo sull’integrativo e chiede altra “cassa”
borgo a mozzano
Lucart chiede la proroga della cassa integrazione e i lavoratori proclamano lo stato di agitazione. È stato deciso durante le assemblee sindacali che si sono tenute nello stabilimento Lucart di Diecimo, per fare il punto dopo la decisione dell'azienda di chiudere di fatto la trattativa per il rinnovo del contratto integrativo aziendale.
«Le assemblee - spiegano i sindacati di categoria Slc Cgil Lucca, Ugl chimici Lucca, Fistel Cisl Toscana e Rsu Lucart Diecimo - hanno confermato pieno mandato alle segreterie territoriali e alla Rsu sulle condizioni con le quali si possa chiudere un’intesa, confermato lo stato di mobilitazione sindacale e attuare tutte le iniziative, nessuna esclusa, che si renderanno necessarie».
Sempre le assemblee, «visto la decisione dell'azienda di fermare le macchine continue nel periodo di Ferragosto, con una nuova richiesta di cassa integrazione, che si va ad aggiungere a quelle già richieste per le linee di converting, hanno dato mandato alle segreterie territoriali e alla Rsu, di confermare la richiesta all'azienda, per tutti i lavoratori già coinvolti dalla cassa integrazione e per quelli che lo saranno, del riconoscimento dell'integrazione salariale, e di nessuna penalizzazione sui ratei ferie, permessi, mensilità aggiuntive, e quant'altro derivante dalla contrattazione collettiva. È infatti inaccettabile - dicono i sindacati - che dopo avere chiesto ai lavoratori prestazioni aggiuntive per le festività di aprile/maggio nel momento più drammatico della pandemia da Covid 19 questi ultimi si vedano decurtare pesantemente il loro salario, senza che l'azienda se ne faccia carico».
E proprio in merito alla nuova richiesta di cassa integrazione, le segreterie territoriali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Ugl Chimici, esprimono perplessità sulla decisione dell'azienda. «Ad oggi - sottolineano - nessuna altra azienda del comparto vi ha fatto ricorso. Infatti il calo di ordinativi che si è verificato dal mese di maggio sul settore merceologico è stato gestito, da altre aziende, con un utilizzo programmato delle ferie, senza ricorso alla cassa e quindi senza nessun danno economico per i lavoratori e senza nessun costo per lo Stato. Lo diciamo in modo molto chiaro: Lucart non pensi, magari, di strumentalizzare il calo di ordinativi per ottenere vantaggi sulla vertenza per il rinnovo del Contratto integrativo aziendale». —
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