Sicurezza
Il Francigena Arts Festival slitta al 2021
Il rammarico della direzione: «I nostri concerti sarebbero stati sicuri, ma gli enti locali non ci hanno permesso di farli»
lucca
Salta l’edizione 2020 del Francigena Arts Festival. edizione che doveva celebrare il decennale di una delle rassegne musicali più importanti della Toscana: ci sarà solo concerto, a Radicofani.
I motivi sono legati all’emergenza sanitaria tuttora in corso, che sta condizionando la gran parte del settore artistico e culturale. La direzione organizzativa della rassegna sta lavorando all’edizione numero dieci ma sarà proposta nel 2021. In questa ottica, viene confermata la collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.
«Siamo veramente grati a questa istituzione lucchese per la sensibilità e la disponibilità che ci ha sempre dimostrato - dice il presidente del Francigena International Arts Festival Marco Lardieri -. Il nostro ringraziamento va al presidente Marcello Bertocchini a nome di tutta la struttura, dal consiglio di amministrazione ai dipendenti».
Il rammarico di Lardieri e di tutto lo staff dell’organizzazione del Francigena Arts Festival è che «gli enti locali non hanno avuto coraggio per proporre quest’anno, anche in forma ridotta, qualche evento della manifestazione Sinceramente credo che qualche concerto, sia pure con le limitazioni imposte dal coronavirus, si potesse fare- continua Lardieri -. Penso ai nostri appuntamenti nelle pievi, tanto per citare quei concerti volutamente intimi e all’esterno, che si sarebbero potuti tenere in piena sicurezza e senza particolari misure preventive, vista la loro natura raccolta e diffusa in piccole aree. In ogni caso stiamo già lavorando all’edizione numero dieci, che sancirà la celebrazione di un percorso musicale e artistico che ci ha visto crescere in questi anni grazie all’apporto di tanti componenti del mondo della musica».
Anche il direttore della sempre più apprezzata orchestra della Francigena, Rosella Isola, ritiene che questo stop poteva essere gestito diversamente, certamente non per colpa dell’ organizzazione. «C’è molto rammarico da parte nostra per interrompere, sia pur temporaneamente, il nostro percorso che ci ha portato a raccogliere sempre più presenze e consensi - spiega infatti la direttrice d’orchestra -. Ci dispiace in particolare anche per il territorio, visto che gli oltre duecento musicisti da tutto il mondo, che restavano qui con noi un mese ad approfondire lo studio della musica insieme a qualificatissimi insegnanti, rappresentavano un significativo indotto in termini economici per la piana di Lucca e un veicolo di promozione turistico-culturale molto efficace. In ogni caso, anche come orchestra, ripartiremo appena ci sarà concesso di farlo, nel migliore dei modi», conclude. —
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