Il Tirreno

Lucca

Tavoli distanziati e obbligo di prenotazione Montecarlo non rinuncia alla Festa del vino

Nicola Nucci
Tavoli distanziati e obbligo di prenotazione Montecarlo non rinuncia alla Festa del vino

Si parte come di consueto il 27 agosto ma nel rispetto delle norme anti-Covid: l’anno scorso parteciparono in 60mila

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Nicola Nucci / montecarlo

Le date sono le stesse di sempre, dal 27 agosto all’8 settembre. La festa del vino di quest’anno però sarà diversa, in forma ridotta e a prova di Covid.

Montecarlo, in controtendenza rispetto ad altre realtà in cui le sagre e le feste legate alla tradizione sono state annullate e rinviate all’anno prossimo, non ha voluto rinunciare al suo appuntamento più importante e rappresentativo: un momento di valorizzazione e promozione del territorio, una vetrina per le aziende vitivinicole e per il suo simbolo principale, il vino, che per quasi due settimane “incontra” i prodotti tipici e le tradizioni religiose, su tutte la processione per la Madonna del Soccorso. Le ultime incertezze sono cadute giovedì sera dopo la riunione tra il sindaco Federico Carrara, il consigliere comunale delegato Marco Carmignani, il presidente del Consorzio Doc Gino “Fuso” Carmignani e i rappresentanti delle aziende vinicole.

Sì alla festa, ma nel rispetto di rigide normative e di un protocollo che dovrà garantire al massimo il livello di sicurezza: divieto di assembramenti, tavoli distanziati e prenotazioni obbligatorie, percorsi di entrata e di uscita separati, stand posizionati in modo diverso per migliorare la “circolazione” dei visitatori e posti ridotti ai tavoli. In più, quando non sarà possibile garantire il distanziamento sociale si dovrà indossare la mascherina.

«Dal confronto col Prefetto abbiamo avuto un parere positivo ma dovremo garantire molte prescrizioni dal punto di vista sanitario e della sicurezza - dice il sindaco Federico Carrara - dagli ingressi contingentati a procedure per regolare l'afflusso al centro storico. Poi ovviamente lo svolgimento della manifestazione, al di là della nostra volontà, dipenderà dall'evoluzione della pandemia. È chiaro che rispetto a tante sagre e altre manifestazioni che dovevano partire a giugno e luglio abbiamo avuto più tempo per tenere d'occhio la curva epidemiologica».

Sul piano della sicurezza esterna sarà aumentato il numero dei vigili e dei volontari della protezione civile e ci saranno più controlli agli accessi all’area della festa.

Anche sulle navette per trasportare i visitatori fino al centro storico circoleranno regolarmente ma con una capienza limitata. Confermati i parcheggi alla Fornace, al campo sportivo e il nuovo spazio per la sosta davanti piazza d’Armi che è in fase di ultimazione. Il piano sulla sicurezza, dopo un via libera da parte del Prefetto, sarà messo a punto nei prossimi giorni. Un battito d’orgoglio e un invito a guardare avanti in un anno molto difficile a causa del coronavirus.

Una manifestazione storica che ha passato mezzo secolo; nata nel 1968, prima come sagra del vino, poi mostra mercato dei vini tipici, ed ancora Montecarlo in festa, fino all’attuale denominazione di festa del vino. Un evento che promuove, anche turisticamente e commercialmente, i famosi vini bianchi e rossi ma anche la bellezza e la storia del borgo, invaso da migliaia di persone (ndr, 60 mila nella stagione passata). Ed è forse questo l’aspetto più impegnativo e complicato. «A livello organizzativo sarà l'edizione più difficile - dice il consigliere Marco Carmignani - ma sarà quasi integrale, a parte gli spettacoli musicali che abbiamo cancellato. Ci sarà regolarmente il salotto di vino che è sempre stato su prenotazione».

«Questa festa deve segnare una rinascita della voglia di vivere - dice speranzoso Gino Carmignani - dopo tanti mesi di sacrifici servono forza, determinazione ed entusiasmo». —

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