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le caratteristiche 

Biodegradabili e compostabili e dal costo di pochi centesimi

Biodegradabili e compostabili e dal costo di pochi centesimi

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Le mascherine, raccolte in rotoli chiamati “My Faceroll”, hanno anche altre caratteristiche che le rendono una sorta di uovo di Colombo. La prima è rappresentata dai materiali utilizzati (un tessuto chiamato spunlace, composto al 58% da viscosa di bambù e al 42% da polpa di cellulosa) che – non presentando altri elementi come stoffa o nastri – le rende biodegradabili per oltre il 90% e compostabili al 100%. Un aspetto per niente secondario, anzi, visto che sta crescendo il timore sul come smaltire le mascherine tradizionali. Timori del resto giustificati, alla luce delle prime immagini di mascherine gettate ovunque dagli immancabili incivili. In questo caso avremo invece un prodotto a prova di imbecille e, anche nel caso di dispersione nell’ambiente l’impatto sarà nullo.

Le mascherine potranno rispondere anche ad altri requisiti, come quello dell’immagine, con la possibilità di essere decorate con motivi vari o marchi di azienda.

E poi c’è un aspetto fondamentale che rende queste mascherine uno strumento particolarmente utile nella lotta alla pandemia, ossia il loro costo bassissimo, che ne potrà favorire l’utilizzo, e quindi parallelamente rendere più difficile la diffusione del virus. Il conto deve tenere in considerazione molte variabili ma il costo finale, spiega il responsabile marketing Enrico Zino, «è inferiore ai 5 centesimi per una maschera a doppio strato, e molto, ma molto inferiore, per una a singolo strato». —

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