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Via Ducale, i lavori sono fermi «Vanno ripresi entro l’estate»
Parla il comitato che si batte per la salvaguardia della strada tra Valle e Modena «La Provincia ha tirato i remi in barca, ora l’emergenza Covid è finita»
Chiara Lammari / coreglia
Torna a farsi sentire il Comitato Strada Ducale per mezzo della battagliera portavoce Anna Maria Togneri, residente proprio lungo la storica via voluta da Maria Luisa di Borbone per collegare Lucca a Modena.
La Togneri, che da anni lotta per una complessiva riqualificazione del tratto, pungola il presidente della Provincia Luca Menesini, responsabile dell’asse viario e colpevole secondo il comitato dei cittadini «di aver tirato un po’ i remi in barca» e di non aver proseguito con la calendarizzazione degli interventi necessari.
È senza dubbio vero che l’emergenza Covid ha in qualche modo dilatato i tempi ma, afferma la portavoce, «è importante proseguire sulla via tracciata, continuando a intervenire e fare manutenzione laddove serve. Perdere anche solo un anno, significa mandare alla malora ciò che di buono è stato realizzato».
Nel 2019, infatti, in concomitanza con i festeggiamenti organizzati per il bicentenario della strada e grazie ad uno stanziamento di 200mila euro, la Provincia era riuscita a mettere in sicurezza alcuni versanti, aveva provveduto a asfaltare le parti di carreggiata maggiormente deteriorate e si era occupata del taglio dell’erba.
«Se perdiamo la possibilità di intervenire durante l’estate – spiega Togneri – l’inverno ed il maltempo si rimangeranno quanto fatto. Le chiaviche e le zanelle tanto per iniziare devono essere ripulite immediatamente o al primo acquazzone nuove e vecchie frane invaderanno come sempre accade la carreggiata impedendo la circolazione veicolare».
Ed è proprio un cedimento sottostrada a preoccupare maggiormente il comitato: «In località il Pero la via sta scendendo verso valle. Rispetto all’asfaltatura effettuata l’anno scorso è evidente lo scalino creatosi; perdere quel tratto significa l’impossibilità di raggiungere diverse abitazioni, attività agricole, il Rifugio Casentini e non per ultimo il Giovo».
Un appello quindi a Menesini: «Non perdiamo tempo – conclude Togneri – incontriamoci e facciamo il punto della situazione. Noi, come sempre, siamo pronti a collaborare per la salvaguardia di questa storica via». —
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