Il Tirreno

Lucca

Sessanta cartelli e 16 cancellate per difendere il parco fluviale da auto e moto

Rossella Lucchesi
Sessanta cartelli e 16 cancellate per difendere il parco fluviale da auto e moto

Il tracciato lungo il Serchio, di 22 chilometri, sarà usato soltanto da pedoni, ciclisti e mezzi di soccorso

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LUCCA. Il parco fluviale di Lucca sarà da oggi fruibile soltanto ai pedoni, ai ciclisti e ai mezzi di soccorso. L’accesso all’intero percorso (di circa 22 chilometri), compreso tra Ponte a Moriano e Ponte San Pietro, sia sulla riva destra che su quella sinistra del Serchio, sarà infatti vietato a motocicli e autovetture non autorizzati, allo scopo di tutelare chi percorre questo tratto di strada per passeggiare, fare sport o per accompagnare il cane.

Le nuove regole sono testimoniate dall’installazione di 60 nuovi cartelli segnaletici che avvisano il divieto di transito ai mezzi a motore nei tratti indicati. A completare l’operazione il riposizionamento, da parte del Consorzio di Bonifica 1 Toscana nord, di 16 cancellate (alcune nuove, in sostituzione di quelle danneggiate, altre risistemate perché ancora in buono stato) chiuse non a chiave, ma con paletti a terra, per permettere il passaggio ai mezzi di soccorso. L’accesso sarà consentito soltanto a chi ne ha l’autorizzazione, come i proprietari e i conduttori dei terreni agricoli in prossimità del percorso, i quali dovranno comunque chiedere il permesso all’ufficio traffico del Comune. Saranno invece totalmente interdetti al transito alcuni tratti in corrispondenza di ponticelli e un’area del parco a Ponte a Moriano.

Un progetto che l’amministrazione comunale porta avanti da tempo, sollecitata dai cittadini della zona e dai frequentatori di questa oasi di verde, a pochi passi dal centro storico, i quali hanno più volte denunciato il viavai continuo di mezzi a motore che spesso sfrecciano ad alta velocità, mettendo in pericolo l’incolumità di pedoni e ciclisti.

«Spero - avverte il sindaco Alessandro Tambellini - che questo intervento venga preso nella giusta considerazione e che d’ora innanzi si rispettino le regole, altrimenti cominceranno a scattare le multe, grazie a una stretta sorveglianza e all’installazione di telecamere lungo il percorso. Confido comunque nell’educazione e nel senso civico dei cittadini che, sono certo, sapranno essere responsabili e rispettosi nei confronti di questo bene pubblico che rappresenta una grande risorsa ambientale per la città». Gli fa eco il consigliere comunale, Daniele Bianucci che richiama l’impegno di tutti «in vista di nuovi progetti, per rendere ancora migliore questo meraviglioso polmone verde». Il progetto mira anche a scoraggiare chi usa il parco fluviale come discarica per rifiuti ingombranti e domestici. Gettati ovunque, soprattutto di notte, dalle auto in corsa che d’ora innanzi potranno essere facilmente identificate. «Molto ci sarebbe da fare anche sotto il profilo del decoro urbano, per rendere questo parco più sicuro e appetibile» osservano alcuni cittadini che evidenziano lo stato di degrado in cui versano alcune zone del parco. La prima che salta agli occhi è il ponte di Monte San Quirico, invaso da erbacce, sul quale sono cresciute piante di fico che rischiano di comprometterne la stabilità. «La manutenzione, ricordano, è di competenza della Provincia, mentre spetterebbe al Consorzio quella degli argini e dell’alveo del fiume sotto la terrazza Petroni che dovrebbe essere un belvedere, mentre è una triste vista su una boscaglia in stato di abbandono, dove nidificano topi e serpenti. Per non parlare dell’illuminazione, installata nel 2006 con un costo di oltre 250mila euro e fatta staccare dopo un anno dal Comune per allacci abusivi, di cui adesso sono spariti anche i fili». —
 

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