Sicurezza
Mura, “suspence” sull’archiviazione
Il gup si è riservato la decisione che potrebbe arrivare già questa settimana. Per il pm non ci sono reati
LUCCA
I legali della famiglia Magnin, francesi residenti a Dubai, nei mesi scorsi avevano depositato due distinte istanze di opposizione all’archiviazione, da parte della procura, relative alla caduta dal baluardo San Regolo dei loro assistiti, un bambino di cinque anni e il padre, l’ingegnere Pierre Alexis Magnin, quarant’anni.
E, in queste due istanze, i legali chiedevano al giudice dell’udienza preliminare Simone Silvestri di rigettare quella richiesta d’archiviazione della procura, rimandando gli atti al pm con la richiesta di formulare l’imputazione coatta per lesioni personali stradali gravi (articolo 590 bis del codice penale) per aver omesso di garantire la sicurezza delle Mura Urbane. Il sostituto procuratore. Che, però, il sostituto procuratore Elena Leone non aveva ravvisato: il magistrato, infatti, è convinto che Biancalana, Marchi e Tani non siano responsabili del reato di lesioni personali stradali. Semplicemente perché il luogo dove è avvenuto l’incidente non può ritenersi una pertinenza stradale e non costituisce parte integrante della strada. E, sempre per il pm, la caduta dei due turisti non fu causata dalla presenza di un’insidia in grado di trarre in inganno chiunque.
Il gup, ieri, si è riservato di decidere e, con ogni probabilità, già questo fine settimana scioglierà la riserva.
In aula, ieri, gli avvocati Lodovica Giorgi, Carlo Di Bugno e Andrea Rugani e gli imputati Maurizio Tani, Giovanni Marchi e l’ex presidente dell’allora Opera delle Mura (ente poi sciolto), Alessandro Biancalana. In videoconferenza, invece, i due avvocati di Milano che tutelano i francesi.
L’avvocato Di Bugno, legale di Marchi, ha chiesto l’archiviazione sic et simpliciter; l’avvocato Giorgi, che assiste Biancalana e Tani, ha sostenuto che di fronte a un possibile pericolo serve la sorveglianza del buon padre di famiglia, mentre i due legali della famiglia Magnin hanno chiesto che si proceda con il processo per lesioni sulla base dei primi riscontri della polizia municipale.
Era il 21 agosto del 2018 quando la famiglia Magnin venne in vacanza a Lucca. Ma una giornata di divertimento si è invece trasformata in un dramma: il piccolo, trasportato al pronto soccorso con Pegaso, ebbe una prognosi di quaranta giorni, mentre il padre si procurò una frattura dell’omero con rottura dei tendini, proprio nel tentativo di salvare il proprio figlio.
Da lì, una serrata battaglia legale che vede, alla base, una richiesta di risarcimento da parte della famiglia francese residente a Dubai che ritiene di aver subito un danno da parte dell’ente pubblico titolare del bene. E che, ormai, va avanti da quasi due anni e che ora, in ogni caso, è arrivata a un fondamentale punto di svolta, il cui esito sarà determinato proprio dallo scioglimento della riserva da parte del gup Silvestri. –
martina trivigno
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