Sicurezza
Don Nando: «Fomentano l’odio sfruttando la preghiera»
Don Nando Ottaviani contesta il rosario organizzato a Taranto contro la legge sull’omotransfobia: «La chiesa è inclusione»
COREGLIA. No, non chiamatelo “prete ribelle”, perché non si considera affatto tale. Anzi, è proprio la sua fedeltà alla Parola a portarlo a prendere posizioni ben precise. Men che meno chiamatelo “prete contro”, perché, da quanto fa capire, quella parola (“contro”) proprio non gli va giù. Essere “contro” rappresenta la negazione dei valori cristiani, perché, è questo il suo principio: «La chiesa è inclusione».
Don Nando Ottaviani, contattato, ribadisce iconcetti contenuti in un suo post pubblicato sui social ieri. Un post per contestare la scelta di un prete come lui, don Giuseppe, parroco di Lizzano in provincia di Taranto, che ha organizzato un rosario per la famiglia («E fino a qui – commenta don Nando – tutto benissimo, un rosario per la famiglia è una cosa giusta, bella»), ma anche contro la legge che si oppone all’omotransfobia. E qui, per don Nando, va decisamente meno bene. Perché quel concetto di un “rosario contro”, appunto, sfugge alla sua logica, così si arriva a politicizzare persino il rosario: «Ci raduniamo contro questo, ci raduniamo contro quest’altro, alla fine diventiamo peggio dei politici», commenta il parroco di Coreglia, che a breve andrà a esercitare la sua missione nel Compitese.
Una posizione, la sua, condivisa da molti parrocchiani, almeno a giudicare dalle reazioni al suo post di ieri: «Questa sera – vi si legge – in una parrocchia a Taranto si prega contro la legge sull’omotransfobia. Pregheranno contro le minoranze, contro la libertà dell’essere umano. Pregheranno affinché chi offenderà, o picchierà, o deciderà di etichettare le persone gay (perché prima di essere gay o lesbiche e così via sono persone) possano essere lasciate libere di agire, di calunniare, di discriminare. Perché Dio lo vuole, almeno così la pensano loro, e pensano di avere la benedizione della chiesa. Quale chiesa poi non si sa. Mi fanno pena queste persone che guidate dal proprio parroco che dovrebbe predicare il Vangelo della Misericordia e dell’inclusione, al contrario a spada tratta fomenta odio mettendoci di mezzo la preghiera. Veramente c’è ben altro per cui pregare ci sarebbe un lungo elenco. Oh Signore pietà di noi perché stiamo veramente toccando il fondo, e nel tuo Nome Santo invece di santificare l’uomo creato da Te, lo mettiamo alla gogna e lo allontaniamo dal tuo Cuore. Perdona se puoi chi si arma della preghiera per colpire il proprio fratello bisognoso di essere ascoltato capito amato e sopratutto tutelato da chi lo vorrebbe cancellato dalla faccia della terra». —
L.S.
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