Lutto
Ex Manifattura, intrusi e incuria nel cantiere abbandonato: il Comune ora pensa alla denuncia penale
Dopo l’ennesimo episodio di degrado i legali stanno scrivendo una lettera ai curatori fallimentari e alla Soprintendenza
LUCCA. Un cantiere fermo, bloccato, ostaggio di una vicenda giudiziaria. Ma anche un luogo a rischio di incursioni non autorizzate e di danneggiamenti ai bene artistici. E, infine, un pugno nell’occhio alla città. Questa è la parte nord dell’ex Manifattura tabacchi, quella compresa nei lavori del Piuss, bloccati a seguito del doppio fallimento delle ditte incaricate. Un’area in mezzo alla città e in mezzo al degrado, nonostante le lettere che il Comune ha inviato ai curatori fallimentari di Aspera, l’ultima azienda che si era accollata l’appalto della maxiristrutturazione. E ora l’amministrazione scriverà un’altra lettera, che avrà fra i destinatari anche la Soprintendenza: nella missiva si chiederà alle belle arti di intervenire con le armi a loro disposizione per tutelare il bene culturale (destinatario di un vincolo diretto) rappresentato dalla grande ex fabbrica di via Vittorio Emanuele.
Lo si è appreso durante una commissione urbanistica, convocata proprio per comunicare lo “stato dell’arte” del cantiere, il più grande attivo in centro storico.
L’assessore all’urbanistica Serena Mammini e la dirigente del settore Antonella Giannini hanno ricordato come l’area non sia nella disponibilità del Comune - che pure è proprietario dell’edificio - visto che i curatori fallimentari di Aspera si sono opposti allo “stato di consistenza lavori” redatto dal Comune dopo la revoca dell’appalto: in sostanza non c’è accordo sui lavori fatti e su quelli ancora da fare. La questione è davanti ai giudici del tribunale delle imprese di Firenze che ha disposto una consulenza tecnica d’ufficio che - perà - è ben lontana dal terminare. Risultato: il Comune non può entrare nel cantiere. Può, però, rendersi conto di quanto vi succede intorno e dentro. Scoprendo, ad esempio, che è stata forzata la recinzione e che all’interno sono entrate persone ignote. «Noi - ha spiegato la dirigente Giannini - non possiamo far altro che risistemare le recinzioni». Le lettere inviate ai curatori perché ponessero mano alla situazione non hanno finora sortito effetto. E così la questione è finita in mano ai legali del Comune che stanno preparando una comunicazione che - oltre ai curatori - arriverà alle imprese lucchesi che collaboravano con Aspera (Martinelli impianti, Rama e Michele Bianchi) e soprattutto alla Soprintendenza. Di più, si sta valutando la possibilità di fare causa penale alla curatela, magari proprio attraverso la Soprintendenza. Si scandagliano insomma tutte le strade per rimuovere quella che l’assessore Mammini ha definito «un’offesa alla città. Ci sono muffe che attaccano le tinteggiature già fatte: è assurdo che una ditta fallita possa tenere in scacco una città, un Comune che ha le sue risorse bloccate».
Fino a quando non si risolverà il contenzioso, infatti, non si potrà procedere con un nuovo progetto e nuove gare. E la Manifattura resterà com’è ora: grande, triste e brutta. —
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