Il Tirreno

Lucca

centrodestra all’attacco 

«L’accordo con Livorno esempio di cattiva amministrazione»

Nicola Nucci
«L’accordo con Livorno esempio di cattiva amministrazione»

Il patto per la gestione dei rifiuti organici continua a sollevare polemiche Dopo l’ex assessore all’ambiente, l’opposizione chiede un consiglio comunale

3 MINUTI DI LETTURA





CAPANNORI

Presentato come un “coupe de theatre”, come la soluzione al problema dello smaltimento dei rifiuti organici, l’accordo tra i comuni di Capannori e Livorno si sta, invece, rivelando fonte di polemiche trasversali.

Il primo a sollevarsi contro quell’accordo è stato l’ex assessore all’ambiente di Capannori (area centrosinistra) Eugenio Baronti, adesso è la volta dell’opposizione, intenzionata a chiedere un consiglio comunale sull’impianto di compostaggio che sarà realizzato a Livorno e non a Capannori. Il centrodestra spara a zero: «Un disastro, un esempio di cattiva amministrazione», dicono nella conferenza stampa convocata sul tema.

«Questa è una vicenda che ha dell’incredibile – esordisce Salvadore Bartolomei, capogruppo della Lega, insieme ai consiglieri delle varie anime del centrodestra Domenico Caruso, Ilaria Benigni, Matteo Scannerini e Matteo Petrini – solamente dalla stampa abbiamo appreso di questo accordo tra Comuni per lo smaltimento dei rifiuti organici. Di fatto regaliamo questa grande opportunità. Dal sindaco Menesini un revisionismo storico, un tentativo di camuffare la sconfitta di Waterloo nella vittoria del Piave, presentandolo come un successo politico, quando anche l’ex assessore all’ambiente Baronti ha detto che, con un impianto del genere, avremmo avuto, tolti i costi di gestione e di ammortamento, un guadagno attorno ai 400 mila euro annui. E secondo noi anche del doppio. E non ci sono solo i mancati introiti, ma anche i costi legati al trasporto e al conferimento dei rifiuti. Si perde la possibilità di completare la filiera rifiuti zero, con il costo delle bollette che sarebbe stato abbattuto. Questi sono fatti».

«Da 15 anni – riprendono i consiglieri – tutti hanno sempre sostenuto che l’impianto fosse una ricchezza e un’opportunità per il territorio. C’è stato un dibattito sull’individuazione di un sito, quello dei Poderacci, ma era assurdo, in quanto si chiedeva di fare l’impianto a soli 500 metri dalla chiesa del capoluogo, quando in un territorio così vasto come quello di Capannori non era difficile trovare un posto. Tutte le forze politiche condividevano un impianto a impatto zero. Le scelte si prendono in consiglio comunale e non dentro la segreteria del Pd».

L’opposizione chiede un passaggio in consiglio «per avere un confronto e spiegazioni, la delibera di giunta è scarna. Ci devono spiegare perché hanno cambiato idea. Adesso facciamo un appello politico al sindaco, al presidente del consiglio comunale e a tutta la maggioranza. Hanno il dovere di introdurre l’argomento nella prossima seduta, se così non fosse chiederemo consiglio comunale straordinario. Nel 2004 avevamo individuato Salanetti, ma anche Carraia poteva essere una soluzione. Non di certo Poderacci, un luogo assurdo che rappresentava una provocazione».

Per Petrini «è un teatrino montato ad arte per evitare di affrontare la questione», mentre Scannerini si dice rammaricato, perché «con l’impianto sul territorio si sarebbe risparmiato molto, anche perché le bollette a Capannori non sono leggere». —

Nicola Nucci

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web