Il Tirreno

Lucca

caso pirogassificatore 

Il no all’impianto Kme non spegne la polemica

Nicola Bellanova
Il no all’impianto Kme non spegne la polemica

Scintille tra maggioranza e opposizione a Barga  su meriti e colpe per il progetto poi bocciato in Regione

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BARGA

Come prevedibile, nonostante la conferenza di servizi regionale abbia affossato – forse per sempre – il progetto del pirogassificatore Kme, la polemica politica non si placa.

Dall’opposizione il gruppo di opposizione “Progetto Comune”, lancia stilettate al Pd e in particolare all’ex sindaco Bonini: «Finalmente è arrivato l’atteso diniego della conferenza dei servizi al progetto Kme e con esso il cabaret tutto politico delle autocelebrazioni. Prima fra tutte l’amministrazione Pd che si compiace di aver vinto “una battaglia combattuta fin dall’inizio” immemore dei tentennamenti iniziali del sindaco Pd precedente, con le sue posizioni attendiste e le sue mancate smentite su una sua presunta partecipazione a misteriose tavole rotonde regionali da cui avrebbe preso vita il progetto. La vicenda non è ancora chiusa anche perché Kme può promuovere altre azioni. Tutti pronti ad aggiudicarsi il “San Cristoforo d’oro” per il merito nella lotta al “piro”, ma Progetto Comune celebra invece il vero vincitore della vicenda: l’intera comunità che sotto la guida di un grande comitato ha reagito con prontezza e tenacia di fronte a una politica del tutto inaffidabile, per la quale la salute dei cittadini è seconda a interessi economici e di potere».

E non si fa attendere la risposta dell’ex sindaco Marco Bonini: «Feniello (capogruppo di Progetto Comune ndr) mi accusa di aver partecipato a misteriose tavole rotonde regionali da cui avrebbe preso il via il progetto. Le tavole rotonde regionali altro non sono che riunioni istituzionali alle quali già molte volte ho confermato di aver partecipato e nelle quali ho sempre espresso la mia contrarietà e perplessità alla realizzazione di questo progetto. La comunità sa benissimo quale collaborazione ha avuto dal sindaco Bonini e dalla sua amministrazione, anche con consigli dei quali non ho avuto ambizione di rivendicare la paternità. Se si è arrivati al preavviso di diniego lo si deve certamente a tutti: attuale amministrazione, cittadini, associazioni, ma anche al lavoro partito dalla precedente amministrazione che, con sforzo unanime di maggioranza e opposizione, e grazie agli uffici e ai professionisti esterni incaricati, è riuscita a presentare osservazioni che hanno evidenziato il contrasto del progetto con gli strumenti urbanistici, dando gli elementi necessari a contrastarne fortemente l’esecuzione. Sul San Cristoforo, personalmente non ne ho bisogno: il risultato ottenuto e l’essere completamente in pace con la mia coscienza, mi ripagano di tutti gli sforzi fatti e mai riconosciuti». —

Nicola Bellanova

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