La manifestazione
Ricevuto dal sindaco l’educatore offeso
Dianda, vittima di omofobia, ha incontrato alcuni esponenti dell’amministrazione: «La nostra è una città accogliente»
lucca
«Lucca è una città aperta e accogliente, che ha rispetto di ogni differenza e dell’impegno di ogni lavoratore: e ciò che vale per ogni ambito professionale, se è possibile è ancora più vero nel mondo dell’educazione e della scuola».
È quanto il sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini, con il consigliere comunale referente per i diritti Daniele Bianucci e le assessore alle Politiche sociali, Valeria Giglioli e all’Istruzione, Ilaria Vietina, hanno ribadito, ieri mattina, incontrando Marco Dianda: il giovane educatore lucchese che, alcuni giorni fa, ha raccontato, sul suo profilo social, un’esperienza di discriminazione per il proprio orientamento sessuale e le difficoltà riscontrate, al pari di tanti suoi coetanei, per il pieno riconoscimento dell’attività professionale svolta: lui, educatore (ora in aspettativa) del nido d’infanzia “Primo volo” di Altopascio, è stato discriminato da un genitore di un suo piccolo allievo. Ma il messaggio di Dianda è diventato in breve virale, ed è stato rilanciato dai media non solo nazionali. Il primo cittadino, assieme a Bianucci, Vietina e Giglioli, lo hanno ricevuto a Palazzo Orsetti.
«Il Municipio – hanno spiegato – è la casa di tutti i lucchesi. È per questo che abbiamo invitato Marco: per esprimergli la vicinanza, la solidarietà e la gratitudine di tutti i suoi concittadini».
«Abbiamo ringraziato Marco Dianda per la sua testimonianza coraggiosa – proseguono – Siamo convinti che l’esperienza che racconta è ampiamente isolata: ma non per questo meno preoccupante e da stigmatizzare perché, siamo consapevoli, nessun diritto e conquista di civiltà sono acquisiti per sempre. E occorre quindi restare vigili, attraverso l’impegno e la cittadinanza attiva».
L’ultima considerazione, il sindaco, Bianucci, Giglioli e Vietina l’hanno riservata al legislatore.
«Il Parlamento – dicono – proprio in queste settimane sta discutendo su una proposta di legge contro omofobia, bifobia, transfobia e misoginia. La storia di Marco ci racconta quanto urgente ed importante sia, finalmente, rompere gli indugi. L’invito che rivolgiamo ai nostri parlamentari è ad approvare quanto prima ad una legge seria ed organica, che sia da supporto vero alla persone che subiscono discriminazioni e violenze». –
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