Attenzione
Un virus per nulla democratico A soffrire sono stati i più deboli
Illustrati i primi dati sull’emergenza sociale: boom di richieste di aiuto alla Caritas e raddoppiati gli utenti delle mense, ma cresce di molto anche la solidarietà
Lucca
La situazione è drammatica, ma in mezzo a tanto buio c’è anche una luce, brillante, di speranza. È quanto si può dire mettendo in prosa i dati numerici contenuti nel rapporto “D’Istanti”, presentato ieri mattina nel salone dell’Arcivescovato. Un report “istantaneo” che fotografa la risposta data all’emergenza sociale che ha accompagnato l’emergenza covid e, di conseguenza, illustra indirettamente anche il quadro sociale attuale. A elaborarlo il “Tavolo di economia civile di Lucca”, che accoglie in sé tanti soggetti, a partire da Caritas, amministrazioni, associazioni, cooperative. Lo stesso Tavolo che era già al lavoro per elaborare il suo primo rapporto (previsto a ottobre) sull’economia civile quando, come spiegato in apertura dalla direttrice di Caritas Donatella Turri, si è stati travolti dal’emergenza pandemia, che ha inciso, eccome se ha inciso, sul lavoro di chi cerca di portare un po’ di sollievo nelle situazioni di crisi. Da qui la decisione di fare questo primo report. A illustrarlo sono intervenuti anche il vescovo Paolo Giulietti, gli assessori di Lucca, Capannori e Viareggio Gabriele Bove, Matteo Francesconi e Gabriele Tomei, e in collegamento, Carlo Andolini di Legambiente e Paolo Benedetti per la Provincia.
Ma a parlare sono stati soprattutto i numeri. Fredde cifre che però descrivono un quadro decisamente allarmante, fatto di un bisogno di aiuto che è cresciuto moltissimo. Un esempio indicativo: alla fine di maggio, nonostante le difficoltà materiali di potersi incontrare sullo su appuntamento, le persone incontrate dai centri di ascolto Caritas erano già 979, all’incirca il 30% rispetto allo stesso periodo del 2019. Ma, attenzione, quel +30% è un dato sicuramente sottostimato, tenendo conto per esempio del fatto che i volontari, alle prese con una situazione di emergenza, hanno spesso e comprensibilmente messo in secondo piano tutto l’iter burocratico compresa la registrazione degli accessi. E, restando in tema di percentuali si registra un più veritiero 100% di aumento, ossia il doppio, nei servizi che sono più facili da monitorare. Un esempio? Gli utenti delle mense serali a Lucca e Viareggio, passate da 70 a 140 tra prima e dopo il lockdown, così come sono state oltre 5mila le persone che hanno usufruito della distribuzione. A chiedere aiuto sono tanti, di ogni età, titolo di studio e nazionalità, con gli italiani che hanno praticamente raggiunto i cittadini di origine straniera in questa richiesta di aiuto, anche se, come è stato sottolineato, contrariamente a quanto detto da molti all’inizio dell’emergenza, il virus non è stato affatto democratico. Certo, a livello medico nono ha fatto distinzioni tra ricco e povero, ma a livello di conseguenze economiche chi già viveva, o era vicino, a una situazione di criticità, ha pagato e sta pagando un prezzo altissimo. E questo, come ricordato anche dall’assessore Tomei, ha aumentato le conflittualità, aumentando le divisioni in gruppi («Alimentate anche da forze politiche che gettano benzina sul fuoco di queste conflittualità»), quando invece solo l’unità di intenti, la solidarietà, può servire.
E qui si passa a quella luce detta all’inizio, rappresentata dallo sforzo di tutti per cercare di affrontare l’emergenza in ogni suo aspetto, da quello sanitario a quello sociale. Una rete che si è manifestata nell’impegno delle amministrazioni, delle associazioni, ma anche in quello di privati e singoli cittadini che hanno cercato di dare una mano. E anche qui i numeri ci aiutano a leggere questo quadro. In particolare uno: 240. Tanti sono stati i nuovi volontari che tra marzo e giugno si sono messi al servizio della Caritas, in gran parte under 30. «Una capacità di donare – ha chiuso monsignor Giulietti – che va custodita». —
L.S.
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