Il Tirreno

Lucca

L’IMMOBILE DI PREGIO  

Per il Palazzaccio Guinigi si parte da 1,4 milioni

Luca Tronchetti
Per il Palazzaccio Guinigi si parte da 1,4 milioni

Il 29 settembre c’è la prima asta curata da Ivg dell’antica dimora a Matraia edificata in località Manasse nel XVI secolo e appartenuta ad una società  

3 MINUTI DI LETTURA





Luca Tronchetti / LUCCA

Il 29 settembre una delle ville appartenute alla famiglia Guinigi finirà all’asta fallimentare in seguito ad un’esecuzione immobiliare curata dal commercialista Marco Terigi. Si tratta dell’antico fabbricato denominato «Il Palazzaccio Guinigi» e che si trova in località Manasse nel territorio di Matraia ed è vincolato dalle Belle Arti. Una villa realizzata tra il 1546 e il 1550 - con annessi tinai e stalla - a forma compatta e su pianta rettangolare sviluppata in un piano rialzato, su un seminterrato destinato ai servizi, e in un piano abitabile con altezza minore rispetto al primo piano.

IL PREZZO

La base d’asta iniziale sarà di 1,4 milioni di euro. E se non ci saranno aggiudicatari verrà fissata un’altra data con un piccolo ribasso sul prezzo di partenza. L’antica dimora - costruita dai Guinigi, signori assoluti di Lucca nel primo triennio del XV secolo - era di proprietà di una società. Non avendo ottemperato agli impegni presi con un istituto di credito è stata attivata l’esecuzione immobiliare e il bene è tornato in possesso del creditore che ha attivato il tribunale dando vita alla vendita all’asta del bene per cercare di recuperare il credito.

LE CARATTERISTICHE

Il «Palazzaccio Guinigi» è la classica residenza di campagna delle famiglie aristocratiche della seconda metà del Cinquecento. L’accesso principale della splendida dimora dà direttamente nel salone centrale di forma rettangolare che immette nelle quattro stanze dislocate sugli angoli. La copertura del salone è a travi in legno, mentre quella delle quattro salette adiacente è a volta di crociera. Testimonianza locale affermano che il soffitto a travi non sia originale, ma aggiunto nel 1891 per ricavare un piano supplementare. Ipotesi che sarebbe confermata dai resti dei capitelli che sorreggevano le volte a crociera e un palchetto per l’orchestra che si trovano al piano superiore. Era comunque diffuso nella seconda metà del Cinquecento accentuare la funzione di solenne impegno nel salone centrale differenziandolo anche nell’altezza dalle altre stanze o facendo combinare il soffitto della sala principale con quello del piano superiore.

LA SPLENDIDA VISTA

L’assetto del territorio circostante alla villa, ordinato a prati e orti con vigneti e oliveti in bella mostra, usufruisce di una splendida vista panoramica e nel periodo primaverile ed estivo la fioritura delle piante e degli alberi da frutto rende, almeno sul piano estetico, il luogo unico nel suo genere.

IL PORTICO

Sul retro dell’edificio si erge uno splendido portico che era utilizzato per riunioni e cene. Al portico si accede da una scala a doppia rampa ornata da balaustre. Si impianta su tre archi a tutto sesto e, delimitato in un perimetro quadrato, si caratterizza per le colonne sormontate da capitelli di ordine tuscanico e in pietra serena, per la balaustra in marmo bianco e per le tre ampie porte, che immettono all’interno della villa. La volta lunettata che copriva il portico è crollata e attualmente ne rimangono solo i peducci. Un portico che arricchisce talmente l’intero edificio da rendere incerti su quale debba essere considerata la facciata principale. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa