Il Tirreno

Lucca

la richiesta di concordato 

Servono quattro milioni per riaprire le cliniche Non è escluso l’affitto

l.c.

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Ci sono un piano A e un piano B nella richiesta di concordato preventivo che Dentix Italia ha presentato al tribunale di Milano. Un documento nel quale si spiega che la situazione di difficoltà del colosso delle cliniche dentali da una parte con una modifica nei criteri di computo in bilancio di interventi prolungati a cavallo di due anni e dall’altra con lo tsunami del Covid che ha portato alla chiusura dei 56 punti in tutta Italia e all’emersione di una struttura finanziaria e societaria con più di un punto di debolezza.

Due strade, dicevamo. Che conducono entrambe allo stesso risultato: poter riaprire le cliniche e poter riprendere i trattamenti interrotti, fra le proteste e le cause intentate dai clienti.

Il primo scenario è quello di un’azione diretta da parte della società, che si accollerebbe l’onere della prosecuzione dell’attività. Servono, però, soldi. I professionisti che hanno redatto il ricorso per il concordato parlano di circa quattro milioni di euro e di tentativi in corso per individuare i finanziatori.

Se questa ipotesi non dovesse andare in porto salirebbe alla ribalta quella di un affitto delle cliniche, con la possibilità per l’affittuario di acquistare in seguito al prcedere della procedura concordataria. Non sono escluse nemmeno ipotesi miste (parte dei punti in affitto, parte in gestione diretta), né è del tutto tramontata la possibilità della chiusura delle cliniche «meno efficienti».

Il termine ultimo dato dal giudice per la presentazione del piano concordatario è stato fissato al 23 novembre e nel frattempo è stato nominato un commissario giudiziale. —

l.c.

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