Sicurezza
Barga, lo scontrino antiviolenza piace ai commercianti
Riscuote consensi l’idea della Commissione pari opportunità di estendere a tutti la campagna di informazione con il numero (1522) dove chiedere aiuto
Barga
L’iniziativa proposta in settimana dalla Commissione pari opportunità piace ai suoi destinatari, ossia le realtà commerciali del Barghigiano. Realtà che sono chiamate a diffondere, come già stanno facendo farmacie e sportelli Postamat, le quattro cifre del numero nazionale contro la violenza di genere (ossia 1522). È davvero semplice, quanto necessaria (come testimoniano i dati sul fenomeno), la campagna d’informazione, che si basa sull’inserimento, in fondo a ogni scontrino, dell’appello “Se sei vittima di stalking o violenza chiama il 1522”.
Gli esercenti del Barghigiano interessati ad aderire alla campagna della Commissione possono contattarla (entro il 7 agosto) alla mail cpo.barga@gmail.com o attraverso la pagina facebook, dell’associazione stessa. In questo modo anche una cosa banale come il loro scontrino fiscale si può trasformare in un aiuto per le donne vittime di soprusi. Componendo il 1522 si è indirizzate al centro antiviolenza più vicino che, nel caso della Valle del Serchio, è “Non ti scordar di te” di Ponte di Campia (contattabile anche allo 0583 766094).
Il progetto della Commissione trova un riscontro positivo tra i commercianti: è quanto emerso da un campione casuale di negozianti fra Barga e Fornaci. Un sì con una premessa: in molti hanno sottolineato come per concretizzare l’idea e aggiungere lo slogan in calce allo scontrino sia comunque necessario l’intervento d’un tecnico specifico.
Le prime riflessioni arrivano dalla zona di Barga-Giardino, nel capoluogo. Cristian Poli, col fratello Maurizio impegnato a gestire l’edicola-cartolibreria davanti piazza Pascoli, a proposito del messaggio contro le violenze di genere pensa «che qualsiasi forma per farlo arrivare a più persone possibili è importante perché, come si vede, molti se lo stanno dimenticando».
«È una bella iniziativa e sarà un piacere aderire», dice Claudia Nardini, titolare di Blue Moon, il salone di parrucchiere ed estetica di via Pascoli. Più in là, su piazzale Matteotti, c’è la pasticceria Fratelli Lucchesi, che Paolo Lucchesi gestisce assieme alla cognata Francesca. Per Paolo «non bisogna lasciar niente d’intentato pe sconfiggere questa tragedia”, così come per la collega è una battaglia da sostenere «dando ancora più informazioni e quindi coraggio alle donne, motivandole a farsi aiutare e a sconfiggere la paura, così da denunciare il loro aggressore».
A Fornaci di Barga Giuseppe Santi, perché oltre a guidare il punto Tim è presidente del Cipaf, la sigla che riunisce tutti i commercianti di via della Repubblica. Per lui, questa è un’iniziativa utile per «tenere alta l’attenzione su un tema che abbiamo già sostenuto in passato attraverso la marcia dei braccialetti rosa». Dare tutte le informazioni necessarie è importante anche per Lara Casci, titolare del negozio d’abbigliamento femminile Jeans & strass, considerandolo utile per dare coraggio a chi non ce la fa da sola. Tutto contribuisce a sensibilizzare: questa è la sintesi condivisa anche da Serena Ricci, dipendente allo shop di Simani Industrie.
Parlare e contrastare le violenze di genere per Michela Foli, che col fratello Michele gestisce la gioielleria e ottica Giovanni Foli, è davvero importante, perché «tutto fa per una maggiore sensibilizzazione». Azione che, per Michele, e deve essere più incisiva nei confronti degli uomini affinché s’arrivi alla «formazione d’un pensiero univoco» incentrato su un comune no alle violenze.
Scrivere 1522 sullo scontrino è sì «una piccola cosa, ma per chi deve comporlo è un inizio verso quel “io posso” che fa sentire ricca», è il pensiero di Oliva Fontanini Torre che con la sorella Giovanna gestisce un negozio di abbigliamento. Infine Clementina Foli, dell’omonima gioielleria e ottica, chiude il viaggio sull’iniziativa che considera «ancora necessaria nel 2020: perché su molte cose siamo sempre indietro»; perciò tutto quello che viene fatto, oltre a essere «d’aiuto per le donne ancora impaurite e incapaci di reagire, può fungere da deterrente nei confronti degli uomini violenti». —
Francesco Cosimini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
