Attenzione
«Riaprire i cantieri per dare lavoro»
L’appello di Confartigianato all’amministrazione comunale Chiesti anche progetti per rivitalizzare il centro storico
lucca
Lo sguardo lucido su una realtà che si presenta difficile, a maggior ragione dopo l’emergenza sanitaria, ma anche lo slancio propositivo guardando al futuro. Corrono su un doppio binario i capisaldi delle relazioni tenute dai vertici di Confartigianato Lucca - la presidente Michela Fucile e il direttore Roberto Favilla - all’assemblea annuale che si è svolta nel salone della sede in via Castracani.
«Difficile relazionare in maniera asettica sul 2019, senza considerare quanto accaduto da marzo 2020. Lo tsunami Coronavirus è di tale portata da collocarsi, per le conseguenze economiche, a livello dei peggiori eventi», ha iniziato la presidente. Che ha posto l’accento sui numeri della nostra realtà. «Secondo i dati del comparto artigiano lucchese le imprese attive in provincia al 31 dicembre 2019 sono pari a 11.112 unità, in calo di 140 rispetto a dodici mesi prima. Le iscrizioni di imprese artigiane sono in lieve recupero, con 784 unità nell’anno, dato che rappresenta il valore più elevato degli ultimi quattro anni. Il calo di imprese si concentra soprattutto nel comparto delle costruzioni ma in crisi ci sono anche le imprese dei settori dell’autotrasporto, del lapideo, la nautica e tutto il manifatturiero in genere e nonostante la forza del cartario, la nostra provincia, nel comparto artigiano continua a stentare e la Versilia continua ad essere la zona maggiormente in difficoltà. Torno a sollecitare il sindaco - ha aggiunto - affinché intervenga per dare seguito ai nostri progetti di rivitalizzazione del centro storico, per farfar tornare le attività artigiane all’interno. Nel marzo 2020 sono state presentate, in provincia, domande di cassa integrazione da 1.681 imprese artigiane per 5.850 lavoratori. Il totale erogato in quel mese è di 2.645.000 euro. In aprile 2020, chiesta la cassa integrazione da 1.857 imprese artigiane per un totale di 6.572 lavoratori. Sono stati messi in pagamento 5.008.000 euro ma la parte liquidata finora è solo un quarto. Siamo molto preoccupati per la tenuta dell'occupazione una volta scaduto il termine del blocco dei licenziamenti imposto dal governo, il 17 agosto».
«Ciò che più preoccupa gli associati - ha sottolineato Favilla - è il clima di enorme sfiducia e grande preoccupazione di non farcela a riprendere l’attività d’impresa soprattutto per le ditte individuali quelle senza dipendenti che sono diverse centinaia e costituiscono l’elemento portante per il sistema economico del territorio e che, purtroppo non hanno una solidità economico-patrimoniale». «Occorre - ha aggiunto - ridare liquidità alle imprese con aiuti diretti. Non possono certo bastare quei 600 euro che ci ha dato lo Stato. Occorre alleggerire i canoni di locazione pagati dalle imprese. Monitorare l’attuazione prevista per l’erogazione del credito con attività di vigilanza da parte delle Istituzioni sull’operato delle Banche. Sostenere la formazione quella obbligatoria a distanza. E premiare le imprese che investono in attrezzature, macchinari e immobili, sbloccare le grandi opere ove anche le aziende artigiane possono trovare lavoro, i cantieri per la riqualificazione di aree della città di Lucca, come la Manifattura, il Carmine, le infrastrutture. Anche il rifacimento dell’ex Istituto Giorgi è una riqualificazione importante dove potrebbero trovare posto diverse funzioni». Favilla ha poi proposto la costituzione di un Ministero per le micro e piccole imprese. —
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