Lutto
Il Presidente Mattarella colpito dal racconto di Bovenzi sul Covid 19
Una lettera scritta di pugno dal Capo dello Stato al primario «Spero che da questo dramma usciamo tutti rinnovati»
LUCCA
Un riconoscimento che non si aspettava e che lo ha riempito d’orgoglio. Poche, ma sentite parole, che valgono i sacrifici di una vita e i tanti bocconi amari da digerire. Soprattutto se scritte di pugno e con il cuore da una persona che più di ogni altra rappresenta l’Italia: il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
È felice al limite della commozione Francesco Maria Bovenzi, il direttore dell’unità della struttura di malattie cardiovascolari dell’ospedale San Luca. Il suo ultimo libro - «La strada del coraggio. Parabola di un virus» edito da Maria Pacini Fazzi - ottanta pagine di passione e dignità è un autentico omaggio sul campo al coraggio di medici e infermieri che hanno combattuto in prima linea (spesso, specie all’inizio, senza adeguati strumenti) un virus sconosciuto che ha provocato solo in Italia quasi 35mila morti, ha avuto il consenso del Capo dello Stato.
Il Presidente - prima ancora delle aziende ospedaliere (compresa l’Atno)- ha voluto dare merito e riconoscere il grande lavoro svolto da medici e infermieri per salvare vite umane. Nel volume di Bovenzi si narrano, vissuti dall’interno, sentimenti e sensazioni di giornate intense e convulse dove la speranza si alternava allo sconforto, ma dove il coraggio era per tutti gli operatori la stella cometa da seguire.
«Quando ho aperto la lettera - dice il primario di cardiologia - mai avrei pensato ad una risposta scritta di pugno dal nostro amato Presidente. Citando una frase del libro mi ha fatto capire di aver apprezzato molto le parole e soprattutto il grande lavoro svolto dai medici e dagli infermieri riconoscendo appieno i meriti di chi si prodiga per gli altri. Credetemi: per me e per chi crede nella professione è stato il regalo più bello».
Questo il testo della lettera vergata dal Presidente della Repubblica.
«La ringrazio molto per avermi gentilmente inviato “La strada del coraggio”e per le sue parole nei miei confronti. Mi auguro anch’io che da questa drammatica esperienza usciamo tutti davvero “rinnovati”. Sergio Mattarella». —
L.T.
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