Italia
Nel paese delle acque si produce vino grazie all’impegno di due giovani
Bagni di Lucca
Vino di qualità nella terra famosa per le sue acque? Certo, lo si può produrre anche sulle colline esposte al sole della Val di Lima. Lo dimostra il crescente successo dell’azienda vinicola di produzione di bianchi e rossi (prima realtà a Bagni di Lucca) rilanciata dalle nuove generazioni dopo che, per quasi 40 anni il vino era riservato alla famiglia dei proprietari. Se l’imprenditore, oggi 84enne di Fornoli Renzo Danesi per una vita nel podere si è fatto il vino per la sua tavola, Valentina Lucia Danesi, 40 anni, sua terzogenita, col marito Alessandro Fontanini, 45 anni, ha creato la prima vera azienda vitivinicola della Valle. Oggi produce 5mila bottiglie destinate a negozi di degustazione e ristoranti, ma conta di arrivare quanto prima a 10mila.
Le uve sono rigorosamente coltivate sul posto, in località La Fratta, sopra Fornol, e i vigneti si estendono per circa un ettaro su una sponda collinare rivolta a sud, con un’ottima esposizione al sole: «Al momento – dicono i titolari – la produzione è contenuta, ma puntiamo tutto sulla qualità. Comprende un bianco, un rosso e un rosso maturato in barrique. Sull’etichetta della bottiglia è stata stilizzata la donna delle acque, simbolo del nostro comune».
Non nasconde la sua soddisfazione Alessandro Fontanini, il più giovane della dinastia di imprenditori delle figurine del presepio, leader nel settore a livello mondiale. Figlio di Mariano e Lia Fontanini, dal 2010 ha fatto una scelta di vita uscendo dall’azienda familiare, come ha fatto anche Valentina.
Valentina e Alessandro alla Fratta gestiscono un agriturismo già dal 2007. Lì, su un ettaro di terra, hanno concretizzato il sogno di produrre vino di qualità: «Mio padre – spiega valentina – è stato aiutato per oltre 30 anni nella cura delle viti da Silvano Salotti, che oggi ha il supporto di un enologo. È stata compiuta anche un’opera opera di abbellimento all’agriturismo e il grande lavoro per le vigne è partito nel 2019. È stata espiantata metà vigna vecchia e ingrandita, con i nuovi vitigni. Nel 2019 sono state piantate 2.500 viti a bacca bianca Viognier e a bacca rossa Merlot. Poi ci sono quelle vecchie, miste: a bacca bianca Trebbiano, Malvasia e Candia, oltre che a bacca rossa Merlot, Sirah, Canaiolo e Malvasia».
Occorrono 3 anni dall’impianto della vite alla produzione del vino e ora si attende il risultato di tanto lavoro per aumentare la produzione, sempre puntando sulla qualità. «Le uve vengono vinificate in parte in acciaio, nel laboratorio a Chifenti, e in parte in barrique in legno di rovere», dice Fontanini. Alla Fratta si può tra l’altro godere di un panorama mozzafiato che arriva fino al Ponte della Maddalena. «Ora abbiamo il desiderio – prosegue Valentina – di creare una zona di degustazione che si affacci sulle viti, magari sotto un pergolato, vicino alla casina. Vediamo. Un passo per volta». —
Emanuela Ambrogi
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