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Orrido di Botri: partono i lavori sulla viabilità in vista della riapertura

Emanuela Ambrogi
Orrido di Botri: partono i lavori sulla viabilità in vista della riapertura

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Bagni di lucca

Partono domani i lavori di sistemazione e di messa in sicurezza dei due ponti danneggiati a Botri. Un intervento indispensabile per consentire la viabilità da Montefegatesi a Tereglio.

Le opere sono affidate alla Lunardi Movimento Terra srl. Intanto il Consorzio di Bonifica, dopo un incontro con il vicesindaco Sebastiano Pacini, si è attivato per reperire i fondi necessari per il ripristino delle opere in alveo. Si conferma quindi la decisione di procedere alla riapertura delle escursioni all’Orrido dalla metà di luglio, come era stato concordato nel confronto tra Comune e Carabinieri forestali, impegnati ad assicurare in contemporanea la tutela dal rischio contagi e la sicurezza degli escursionisti nel canyon, sconvolto dai danni prodotti da recenti nubifragi. I sopralluoghi avevano però persuaso che esiste la possibilità di riaprire al pubblico l’Orrido, anche se con alcune limitazioni e seguendo un protocollo che proteggerà la salute e l’incolumità dei visitatori.

L’Orrido di Botri viene gestito dai Carabinieri della Biodiversità che ne tutelano e curano i particolari habitat di importanza strategica per la conservazione ambientale, e favoriscono le attività di educazione ambientale per divulgare la bellezza del canyon e l’importanza della sua difesa. Proprio per questa ragione saranno pubblicate sul sito dei Carabinieri e su quello del Comune le linee guida predisposte per la fruizione, oltre a tante informazioni e curiosità legate all’Orrido di Botri. Per maggiori informazioni è comunque possibile contattare il reparto Carabinieri Biodiversità di Lucca al numero 0583 955525, o visitare il sito digitando “Orrido di Botri-Carabinieri Forestali”.

L’Orrido di Botri è una spettacolare gola calcarea alle pendici dei monti Rondinaio e Tre Potenze con ripide pareti scavate in profondità dalle fredde acque dei torrenti Mariana e Ribellino, che si congiungono poi formando il Rio Pelago. Nel periodo estivo, quando la portata delle acque è minore e la temperatura un po’ più mite, è possibile risalirne il tratto finale, da Ponte a Gaio fino alla Piscina. Al suo interno la vegetazione è distribuita secondo una stratificazione verticale, con i livelli più umidi e freddi alla base dove predominano i muschi e le felci, sostituiti mano a mano che si sale verso l’alto dai livelli più temperati, dove si incontrano piante di aquilegia e silene in mezzo ad estese faggete.

Le impervie pareti dell’Orrido arrivano in alcuni punti fino a 200 metri di altezza, e da sempre costituiscono un sito di nidificazione ideale per l’Aquila Reale. Le visite partono da Ponte a Gaio, unico accesso alla gola, dove si trova il centro accoglienza dei Carabinieri Forestali e la biglietteria. A causa dei frequenti guadi e del fondo scivoloso, è obbligatorio l'uso del casco protettivo e sono obbligatorie scarpe da trekking. —

Emanuela Ambrogi

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