Il Tirreno

Lucca

Il ristorante “gli orti” nel mirino 

Nonostante il processo il truffatore seriale prosegue nei raggiri

L.T.
Nonostante il processo il truffatore seriale prosegue nei raggiri

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LUCCA

È a giudizio per truffa, ma il coronavirus ha impedito che il processo potesse essere celebrato a marzo (l’udienza è slittata a fine agosto) e lui prosegue imperterrito a raggirare le persone dicendo solitamente di essere un dipendente del ristorante Gli Orti oppure del Mai Mai di Martino Spera. Un’autentica balla spaziale che gli serve per accreditarsi con gli interlocutori - di solito studenti o donne che, attraverso un tecnica studiata e collaudata da tempo, lui attende vicino ai bancomat per essere sicuro che hanno fatto da poco un prelievo - per poi commuoverli grazie ad una spiccata attitudine alla drammaturgia riuscendo a spillare somme di denaro (solitamente chiede 40 euro per ottenerne 50 o 20).

Samuele Cosentino, titolare de Gli Orti, sul suo profilo Facebook mette in guardia chiunque lo incontri sulla sua strada: «Nel giugno 2017 - dice il noto ristoratore - abbiamo denunciato una truffa che ancora oggi prosegue e che ci vede indirettamente coinvolti. Tal Francesco Pierotti originario di Torino ferma le persone chiedendo loro dei soldi per mettere metano nel furgone. Di solito dice di essere un dipendente de Gli Orti o di un locale fuori dal centro storico per rendere credibile il suo racconto. E una volta venuto in contatto con l’interlocutore riesce sempre a spillargli del denaro con racconti strappalacrime legati a dolorose separazioni, figli a carico, madri ammalate. Dal 2017 ha truffato persone a Lucca, Capannori, Porcari, Montecatini, Pistoia, Viareggio e La Spezia. L’ultimo episodio è avvenuto ad Arezzo. In tutti i casi è sempre riuscito ad impietosire le persone facendosi consegnare i soldi dopo aver inventato una serie di fandonie. Spesso la gente, pur non convinta dei suoi racconti, come ipnotizzata finisce per consegnargli il denaro. Noi abbiamo denunciato e chiesto a tutti coloro che ci hanno chiamato di fare altrettanto fiduciosi che la giustizia, un giorno, possa fare il suo corso. Intanto chiediamo a tutti di non dare soldi a nessuno che si presenti come un collaboratore de Gli Orti. E chiunque abbia un dubbio può rivolgersi tranquillamente alle forze dell’ordine». —

L.T.

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