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proposta ai comuni 

Un albero per neonato Il Consorzio c’è

Un albero per neonato Il Consorzio c’è

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CAPANNORI

«Il Consorzio 1 Toscana Nord si rende disponibile a supportare te e la tua amministrazione per realizzare un’opera di sistematica messa a dimora di alberi in ambito comunale, a partire dal progetto “un albero per ogni nuovo bimbo” e dalla partecipazione al bando che la Regione, nelle prossime settimane, emetterà (rendendo disponibili cinque milioni di euro) per sostenere i progetti integrati per l’abbattimento delle emissioni e per la piantumazione in ambito urbano nonché per altri bandi. E a supportarlo per i successivi bandi del Piano di sviluppo rurale»: inizia così la lettera che il presidente del Consorzio Ismaele Ridolfi ha inviato a ciascun sindaco del comprensorio.

Il Toscana Nord è il primo Consorzio in Italia ad aver approvato la dichiarazione di emergenza climatica e ambientale: » Non come una petizione di principio – spiega il presidente – ma come scelta esigente e impegnativa». E adesso questa nuova iniziativa di supporto ai Comuni, rappresenta una delle azioni messe in campo in questo sensi.

«Ti proponiamo, a partire dall’opportunità rappresentata dal progetto “un albero ogni nuovo bimbo” e dall’ormai prossimo bando della Regione, nonché dai successivi bandi del Piano di sviluppo rurale, di dar vita a una collaborazione organica – si legeg sempre sulla lettera di Ridolfi ai sindaci – per un’opera di sistematica piantagione di diverse specie arboree in aree a ciò vocate del tuo territorio comunale. Piantare alberi significa guardare al presente con gli occhi del futuro. Per i Comuni con popolazione superiore ai 15mila abitanti significa, tra l’altro, rispettare le leggi dello Stato, che chiamano proprio i municipi a celebrare ogni nuova vita che nasce (e ogni nuova adozione) con la messa a dimora di un albero. Per i sedici Comuni del nostro comprensorio, che presentano maggiori criticità “in relazione ai livelli di qualità dell’aria”, si tratta di un’opportunità da cogliere».

La lettera è accompagnata da una bozza di protocollo d’intesa, dove il Consorzio s’impegna ad attivare la consulenza di un agronomo per l’individuazione di piante autoctone da collocare nelle aree individuate; e anche di fornire ai Comuni l’elenco delle aree di proprietà comunali e demaniali, che ricava dal catasto consortile, proponendo poi alle amministrazioni le zone più idonee per la piantagione e mettendo infine materialmente a dimora le piante». —



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