Sicurezza
Sul Pizzo d’Uccello per le Apuane La parola d’ordine è «basta cave»
Minucciano
In montagna in difesa delle Apuane. «A sei mesi dalla manifestazione a Massa, che ha visto scendere in piazza oltre 2mila persone, è giunto il momento di tornare a schierarsi a difesa delle Alpi Apuane sulle Alpi Apuane, ora come allora al grido di basta cave»: è quanto sostiene Gianluca Briccolani, fotografo, alpinista fiorentino del Cai e ideatore del progetto ambientale “L’Altezza della Libertà”, che ha chiamato a raccolta tutte le persone e le associazioni che hanno a cuore la catena montuosa.
«Sei sono i ritrovi di partenza – spiega Briccolani – in quattro comuni distinti ma non diversi nell’operare quotidianamente per la distruzione delle nostre montagne, uno il punto di arrivo, il Pizzo d’Uccello, simbolo di tutte le Apuane martiri. Il nostro intento è portare direttamente sui monti anche le persone meno informate, per far toccare con mano una porzione significativa di quello che è stato definito dagli autori del docufilm “Anthropocene” come uno dei 43 disastri ambientali a livello mondiale: perché sono ancora troppi che credono alla falsa narrazione che il marmo venga usato per l’arte. Gli escursionisti potranno rendersi conto di persona della distruzione della valle di origine glaciale di Orto di Donna – luogo incantevole su cui si affacciano ben 6 cime di prim’ordine di questa catena montuosa – e di come, grazie alle scellerate politiche economiche del Comune di Minucciano, questo gioiello della natura stia per morire definitivamente».
Sotto accusa non solo la decisione di riaprire 3 cave dismesse da decenni, ma anche «la possibilità di razziare ancora 1.559.600 tonnellate della sacra roccia apuana da una delle più belle valli di tutta la nostra regione che, nella più mortale delle filiere corte, vengono liofilizzate nel frantoio di proprietà comunale a pochi chilometri da questa valle». Saranno organizzate passeggiate consapevoli, guidate, gratuite e in distanziamento di sicurezza con partenze dal massese (Vergheto), dal carrarino (Foce di Pianza), dalla Lunigiana (Vinca) e dalla Garfagnana (Val Serenaia, Orto di donna, cava 27) e ritrovo al crocevia di Foce a Giovo, «fortemente minacciato dal sito estrattivo più alto». Previsti interventi di storici militanti dell’ambientalismo apuano (Alberto Grossi, Elia Pegollo, Franca Leverotti e Nicola Cavazzuti), eventi collaterali e la prima edizione del Clean Mountain Party col quale i partecipanti, equipaggiati dall’organizzazione, potranno contribuire alla pulitura del territorio.
I gruppi, guidati in sicurezza da esperti, saranno organizzati a numero chiuso (prenotazioni su laltezzadellaliberta@gmail.com). —
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