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Da area per case e uffici a teatro da 2mila posti

LUCA TRONCHETTI
Da area per case e uffici a teatro da 2mila posti

Per la riqualificazione tirato in ballo pure l’architetto Piano  «Oggi il Comune dalla struttura ricava quasi 150mila euro»

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LUCCA

Sulla destinazione del mercato ortofrutticolo se ne sono dette e scritte di tutti i colori. Nel 2003 la giunta guidata da Pietro Fazzi aveva previsto il trasferimento dei banchi e la realizzazione, per le migliaia di metri quadrati dell’area di Pulia, di 7-8 blocchi destinati ad abitazioni, uffici e accoglienza turistica. Nel 2007, per la riqualificazione dell’area del mercato, era stato contattato su proposta di Comune, Polis ed Erp anche uno degli architetti più importanti del mondo: il professionista genovese Renzo Piano. Nel 2010, l’amministrazione targata Mauro Favilla, con un’inversione di rotta aveva optato per una riqualificazione dell’area in grado di ospitare servizi destinati al settore pubblico . Nel 2012 il sindaco Tambellini, appena insediato, aveva allo studio lo spostamento del mercato all’ingrosso. E negli anni successivi (2015-16) la giunta di centrosinistra aveva fatto intendere di voler realizzare in quell’area un grande teatro all’aperto da duemila spettatori e persino uno spazio destinato alla mostra Lucca Games.

«Eppure – sostiene Marco Buoni – nel 2014 vennero riqualificate e messe a norma le celle frigorifere utilizzate sia dai concessionari che dai contadini della zona per la conservazione di frutta e verdura. Un intervento pari a 118.820 euro finanziato nel piano triennale che servì a risanare le condizioni di precarietà in cui versavano le 4 celle collocate nel locale frigorifero oltre a sistemare pavimenti e intonaci e a revisionare l'impianto di raffreddamento». Un segnale, all’epoca, dell’interesse a riqualificare l’area. «Ora la situazione è radicalmente mutata. - dice Andrea Garzella - Ma noi continuiamo ad essere un punto di riferimento per i piccoli negozi di generi alimentari che senza il nostro apporto rischiano di chiudere». Anche nel periodo Covid il mercato è rimasto aperto offrendo frutta e verdura fresca alla comunità. «Puntare sulla qualità significa avere un controllo diretto sulla filiera e sapere l’origine del prodotto che offri al consumatore. - sostiene Lido Guidi - Mi pare che questa peculiarità non interessi alle amministrazioni succedutesi. Accanto alla chiesa dell’Arancio al posto dell’Ala Market dovrebbe sorgere un supermarket Lidl. Mi aspetterei che la giunta parli con i vertici della multinazionale trovando un accordo sulla valorizzazione dei prodotti agricoli del nostro territorio. Invece non ci considerano: le grandi catene hanno preso il sopravvento». Secondo gli operatori il mercato di Pulia non è più un «affare in perdita» per le casse comunali: «Guardi - prosegue il responsabile della Fratelli Ardito - che solo per la concessione il Comune riscuote d’affitto sui 100mila euro annui da noi soci del Consorzio oltre ad una cifra che varie tra i 30 e i 50mila euro per l’imponente ripetitore di oltre 30 metri installato al centro del mercato nel 2005 e potenziato nel 2012 dal gestore H3g che installò una stazione radio per la telefonia cellulare. Di spese l’ente ha solo quelle legate alla pulizia e alla portineria». —

LUCA TRONCHETTI

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