Sicurezza
Chiusi in una stanza persino alcuni reperti del processo Mendella
LUCCA
Alla fine del Novecento il mercato ortofrutticolo era una piccola cittadella alle porte dell’arborato cerchio. C’era un ufficio postale, una filiale della Cassa di Risparmio che restava aperta anche di sabato mattina, un bar-caffè e tra, gli altri, l'ufficio agricoltura del Comune che, al tempo, comunicava agli interessati pure il costo dei tesserini per la raccolta dei funghi. Oggi in piazza Caduti sul lavoro la maggior parte degli stand e dei magazzini sono tristemente chiusi e vuoti (in un vano sono contenuti materiali elettrici) e pure gli uffici sono abbandonati. Addirittura sopra quella che un tempo era la casa del custode del mercato c’è una stanza - chiusa a chiave - al cui interno si possono trovare reperti degli uffici giudiziari in particolare i cosiddetti «corpi di reato» concernenti procedure fallimentari. Tra questi i computer originali e alcuni mobili del crac del gruppo Mendella (Capital Italia e holding Intermercato che controllava la tv ReteMia e il Viareggio Calcio) dichiarato nella Primavera 1991, quando i magistrati lucchesi disposero l'arresto per il "telefinanziere" e i suoi più stretti collaboratori. Ma si rimane basiti nel vedere le cinque stanze dell’ufficio agricoltura del Comune abbandonate ormai da alcuni anni e con all’interno 25-30 sedie, 6-7 tavoli, fax, computer, armadi per archivi impolverati, ma perfettamente integri e che potrebbero essere riutilizzati. —
L.T.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google