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Confermata in Appello la condanna a 2 fratelli accusati di truffa
LUCCA
Condanna confermata in Appello per i fratelli Pietro e Ottavio Morelli, rispettivamente di 48 e 43 anni, nativi di Capua (Caserta) e residenti a Frosinone, che di fronte al tribunale di Lucca erano stati condannati, assieme ad altri imputati (Giuseppe La Manna di Quarrata e Franco Coppa di Enna) che hanno seguito un diverso iter giudiziario, a 3 anni e 2 anni e 8 mesi di reclusione. I due fratelli erano stati coinvolti nell’inchiesta denominata «Cabriolet» - all’epoca dei fatti, era il 2012, diretta dal sostituto procuratore Aldo Ingangi - che venne affidata alla polizia giudiziaria della polstrada. Stando all'accusa i componenti l'organizzazione si fingevano intermediari nella compravendita di auto e agivano in modo spregiudicato: direttamente sul web, oppure dalle riviste specializzate, individuavano persone che avevano inserito annunci di vendita di auto. Le contattavano, fissavano un incontro e proponevano un pagamento immediato, con assegno bancario. I venditori - spesso persone in difficoltà dopo la perdita del lavoro - accettavano, e la compravendita si svolgeva rapidamente anche perché i compratori dicevano di doversi spostare subito per lavoro. Ma gli assegni erano a vuoto o risultavano smarriti. Le auto venivano poi rivendute, con documenti falsificati, a concessionarie e private in un raggio d'azione che comprendeva Lucca, Pistoia, Livorno e Massa Carrara. In Corte d’Appello il tribunale ha confermato i 3 anni a uno degli imputati riducendo la pena a 2 anni e 6 mesi all’altro fratello. —
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