Il dolore
Laboratori post pandemia per aiutare i giovani
lucca
«Non è stato facile attraversare un momento difficile come la pandemia da covid19: il lockdown, l’isolamento in casa, la dura ricaduta relazionale ed economica, che ha amplificato le difficoltà di genitori, figli, anziani. A soffrine sono tutti, chi più in termini di qualità della vita, chi per lo stress dei mesi di isolamento. Tra questi ultimi i ragazzi e in particolare gli adolescenti fra 12 e 17 anni». Oikos, associazione non profit che opera con il Comune di Lucca con i ragazzi, mettendo loro a disposizioni laboratori pratici dove misurarsi con una didattica del saper fare per saper essere, li ha seguiti, in accordo con i circoli comprensivi didattici della piana, anche attraverso le nuove tecnologie, durante il lockdown, e ha riaperto in “presenza” a metà giugno con 80 ragazzi, e una lista di attesa di altri 30, «che non possiamo prendere per motivi economici e di sorveglianza anti covid19. Tutto ciò è stato reso possibile anche grazie ai contributi della Fondazione Crl e alla Fondazione Bml, alla Regione Toscana e ai tanti genitori che ci seguono con attenzione. Questo dimostra che se ai ragazzi si propongono alternative alla strada, rispondono con entusiasmo, anche i più refrattari hanno trovato nella didattica laboratoriale (falegnameria, creazione gioielli, lavorazione del ferro, computer graphic, riciclo biciclette e moto) un loro punto di riferimento».
Oikos invita «a non fermarci alla denuncia di vandalismo ma a cercare di potenziare certe alternative come i laboratori, invernali, estivi, ai campi estivi, per orientare i ragazzi verso obiettivi che vedano anche le famiglie coinvolte». —
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