Il Tirreno

Lucca

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«La storia di Marco faccia riflettere la città»

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«L’esperienza che racconta Marco Dianda, 33 anni, educatore lucchese, e che è diventata virale in tutto il Paese, non può lasciare indifferenti». Così interviene LuccAut, associazione che da anni si batte per i diritti Lgbt, sulla vicenda del giovane educatore lucchese che è stato vittima di un commento offensivo: «È un bravo educatore, peccato sia “finocchio”.

«La sua storia – prosegue l’associazione – interroga tutta la nostra città, la richiama all’attenzione, all’accoglienza e alla solidarietà che caratterizza la sua storia e il suo presente, e noi vogliamo anche il suo futuro».

«Ringraziamo Marco per la sua testimonianza, il suo coraggio, la sua gioia nell’essere se stesso: a lui esprimiamo la nostra vicinanza e il nostro sostegno. E di questo impegno per ricucire l’intera nostra comunità in un filo rosso fatto di rispetto, di accoglienza nei confronti di ogni differenza, di buone pratiche di solidarietà, anche la storia di Marco dimostra che ce ne è sempre più bisogno».

«Oggi il nostro legislatore nazionale sta discutendo in merito a una legga contro omobitransfobia e misoginia – conclude l’associazione lucchese – le vite reali di cittadini come Marco ci ricordano come sia urgente ed importante che il nostro Paese compia finalmente quel passo in avanti che aspettiamo da tempo». –

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