Il Tirreno

Lucca

Picchia la madre per anni: arrestato

Picchia la madre per anni: arrestato

Più volte l'anziana  donna era finita al pronto soccorso, la situazione è precipitata con la convivenza forzata a causa del coronavirus

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Un incubo che andava avanti da tempo, da troppo tempo. Probabilmente anni e anni, almeno a giudicare dai referti medici. Un incubo cui hanno messo fine gli agenti della squadra mobile della questura di Lucca, che lunedì pomeriggio ha arrestato un cinquantenne lucchese residente a Saltocchio.  L’uomo è stato sottoposto a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i reati di maltrattamenti e lesioni nei confrondi dell’anziana madre con cui vive. La donna, affetta da cirrosi epatica e da una lieve demenza senile, da tempo non era più in grado di badare a se stessa e dipendeva dal figlio, oltre a essere sottoposta ad amministrazione di sostegno.

L’indagine, partita a maggio, è stata condotta dalla sezione reati contro persona della squadra mobile, e ha documentato le ingiurie, le offese, le minaccie e le percosse di cui la donna era vittima quotidianamente. Maltrattamenti che sarebbero andati avanti da anni, con intensità crescente.  Risalgono addirittura al 1998,infatti,  i primi accessi al pronto soccorso dell’anziana per lesioni di varia natura, e che nella maggior parte dei casi la stessa donna ha spiegato con imprecisati incidenti domestici. Tra i più gravi quello del 1998 (la frattura di una costola) e la frattura di uno zigomo nel 2011. Ma è dal 2016 che la situazione, già gravissima, si sarebbe appesantita ulteriormente, con numerosi passaggi dal pronto soccorso dell’ospedale per ecchimosi di varia gravità. Solo raramente la donna ha trovato la forza di accusare il figlio, ma anche in quelle occasioni ha poi subito ritrattato l’accusa.

Il sospetto di maltrattamenti era comunque forte e, per proteggerla, i servizi sociali fecero sì che la donna frequentasse un centro diurno di assistenza. Ma lo scorso marzo, in piena emergenza coronavirus, la donna è tornata a vivere in casa con il figlio, con cui era costretta anche a condividere la camera da letto.  Nonostante l’emergenza è continuata l’assistenza domiciliare dei servizi sociali che, però, non è riuscita a impedire all’uomo di maltrattare la madre. Addirittura in alcuni casi, quando le assistenti domiciliari hanno riscontrato lesioni sospette sul corpo dell’anziana, l’uomo le ha spaventate e intimorite per impedire loro di denunciarlo.

L’indagine ha dimostrato la continuità e l’attualità dei maltrattamenti, una condotta probabilmente aggravata dallo stato di tossicodipendenza dell’uomo, da anni in trattamento al Serd, e dalla dipendenza economica dal genitore: l’uomo non svolge né ha mai svolto alcuna attività lavorativa e vive della pensione della madre. Proprio le ragioni economiche sono state spesso fattori scatenanti dell’aggressività dell’uomo. Schiaffi, calci, offese volgari e bestemmie erano all’ordine del giorno per i motivi più futili: da come la madre teneva la forchetta mentre mangiava al quantitativo di cibo diverso dato al cane. La donna veniva accusata di tutto, persino delle ristrettezze economiche della famiglia e di esserne la causa per le grosse spese sostenute per i farmaci di cui aveva bisogno.

In seguito all’arresto del figlio, l’anziana signora, grazie alla collaborazione degli assistenti sociali del comune di Lucca, è stata ricoverata in una struttura di assistenza sanitaria di lungo periodo.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa