Sicurezza
Oggi il vertice su Kme Presenti tutti i sindacati
lucca
Le speranze di dialogo sono riposte nell’incontro di oggi, di livello nazionale, fra sindacati e vertici di Kme. Lucca (Fornaci di Barga), Firenze, Serravalle Scrivia: i rappresentanti sindacali dei siti produttivi italiani della multinazionale chiederanno conto all’azienda sulle prospettive a breve e medio termine.
L’incontro fa seguito temporalemnte a un altro tavolo su Kme che si è svolto nei giorni scorsi a Barga, fra amministrazione comunale e sindacati dei metalmeccanici Cgil, Cisl e Uil.
«I sindacati hanno espresso preoccupazione per la situazione attuale e per il futuro che risulta molto incerto - spiega in una nota l’amministrazione comunale -, visto il drastico calo degli ordini e una crisi pesante sia per il reparto di lingottiere che dei laminati». I sindacati hanno anche chiesto all’amministrazione barghigiana di dare seguito alle convenzioni stipulate con l’azienda per l’impiego di lavoratori di Kme in supporto alle necessita dei Comuni: in sostanza hanno chiesto che i lavoratori di Kme, in cassa integrazione da mesi, tornino a essere impiegati in lavori socialmente utili, come accadeva prima della pandemia grazie ai protocolli sottoscritti. Adesso, per gli oltre seicento dipendenti dello stabilimento, la situazione si è aggravata. Per alcuni addirittura, lamentano i sindacati, non è stato rispettato il minimo di impiego: cinque giorni al mese, in modo da rimpinguare le cifre portate a casa con la cassa integrazione.
La situazione al momento è difficile quanto delicata e si intreccia con la questione aperta del progetto che Kme ha presentato alla Regione per la valutazione di impatto ambientale, per la costruzione di un pirogassificatore nel quale verrebbe trasformato in energia (con un processo di combustione) il pulper prodotto dalle cartiere della Lucchesia.
Un progetto questo che divide anche gli stessi barghigiani e anche i dipendenti della multinazionale dalla stessa amministrazione barghigiana.
Nei piani infatti c’è anche di richiedere un incontro a tre, fra sindacati, amministrazione comunale e rappresentanti dell’azienda. —
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