Il Tirreno

Lucca

la polemica 

L’opposizione: «Pillola Ru486, decisione ingiusta e mortifera»

Ma la consigliera di maggioranza Silvia Del Greco difende la decisione della Regione: «Le donne potranno interrompere la gravidanza in poliambulatori»

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«Aborto, pillola anche negli ambulatori: la regione ha preso una decisione ingiusta, ideologica e mortifera». Lo dichiarano in una nota congiunta i consiglieri di centrodestra Marco Martinelli e Simona Testaferrata, innescando una polemica sulla pillola abortiva Ru486. «In un momento come questo– aggiungono i consiglieri di opposizione– l’Italia avrebbe bisogno di una nuova spinta culturale in favore della vita e della natalità. La direzione da seguire è quella intrapresa dalla Regione Umbria che ha abrogato la delibera che permetteva di praticare l’aborto farmacologico in day hospital, rendendo invece necessario il ricovero ospedaliero. Una scelta, questa, in favore della salute delle donne e che combatte quel processo di banalizzazione dell’aborto molto pericoloso, soprattutto per le ragazze più giovani».

«La decisione della Toscana –attaccano i consiglieri di centrodestra– è invece quella di facilitare e promuovere l’aborto che porterà ad allontanare le donne che stanno vivendo una gravidanza difficile dai consultori e dai centri di aiuto alla vita, dove potrebbero ricevere sicuramente un sostegno concreto per poter scegliere per la vita e non per la morte».

«Chiediamo – concludono Martinelli e Testaferrata-che l’amministrazione Tambellini non si pieghi ai diktat della Regione su questo tema, e chieda a Rossi di cancellare questa delibera. La posizione di Lucca deve essere chiara: niente ambulatori sul nostro territorio che somministrino la Ru486». E a rispondere all’opposizione è la consigliera comunale di maggioranza, Silvia Del Greco. «La Toscana è stata la prima Regione ad adottare l’interruzione volontaria di gravidanza, con la Ru486, ritenendola più sicura dell’Ivg chirurgico – scrive – Ora è la prima a prevederne l’attuazione anche negli ambulatori, purché collegati con gli ospedali. La Toscana sarà la prima regione a prevedere la somministrazione della Ru486 al di fuori dell’ospedale, ma sempre in collegamento con l’ospedale, in ambulatori specializzati e autorizzati».

«Presto in Toscana le donne potranno effettuare l’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica anche nei poliambulatori pubblici adeguatamente attrezzati e funzionalmente collegati agli ospedali – conclude Del Greco – Servono misure che garantiscano il diritto ad un aborto sicuro, a ricevere informazioni sulla sua prevenzione e ad accedere alla contraccezione, d’emergenza e non, raggiungendo anche giovani e donne straniere. Un aborto sicuro, in un ambiente professionale, con operatori pronti e capaci, un sistema perfetto che combatte contro un altro sistema che è quello degli aborti clandestini, nel 2020 assistiamo a numeri da capogiro, in Italia viviamo un’oscillazione elevatissima tra i 10mila e i 13mila aborti clandestini all’anno». –

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