La manifestazione
Khalid si diploma e scrive una lettera a prof e amici: «Grazie, siete un esempio»
Il giovane studente disabile ha frequentato l’Ite “Carrara” e lì ha incontrato docenti e compagni che gli sono sempre rimasti vicino: "Siamo come una coperta: dove non arrivo io, arrivano loro"
LUCCA. «Siamo come una coperta: dove non arrivo io, arrivano loro. Ci copriamo l’uno con l’altro e se casca uno, caschiamo tutti».
“Loro” sono i suoi compagni di classe, quelli con cui Khalid Dakir, ormai ex studente dell’Ite “Carrara” di Lucca, ha condiviso ogni giorno dei suoi ultimi cinque anni di vita. Sono quegli amici che non lo hanno mai lasciato da solo o, peggio ancora, fatto sentire “diverso”. «Perché mi hanno fatto capire che la mia sedia a rotelle non è un limite – spiega Khalid – Sono stati una forza, dico sul serio. Il rapporto con loro, che sono i compagni più speciali che potessi desiderare, mi ha aiutato molto a cambiare la visione di una vita un po’ complicata».
Ma se c’è una cosa che emerge fin da subito, parlando con Khalid, è che lui è uno tosto. Uno di quei ragazzi che sa ciò che vuole e che i suoi obiettivi li ha ben chiari, nonostante la sua giovane età e le difficoltà con cui, inevitabilmente, deve fare i conti. Tutti i giorni.
Ma è proprio questa sua intraprendenza, sommata a una grande forza di volontà e a una sottile ironia, che gli ha consentito di raggiungere un primo, importante traguardo: la maturità.
«È stata strana, lo ammetto – racconta Khalid – il coronavirus ci ha tolto moltissimo, soprattutto nei rapporti umani, anche l’attività didattica a distanza. Tanto per dire: quando arrivavo a scuola, uno dei miei compagni mi levava il giacchetto senza che neppure glielo chiedessi, un altro mi si piazzava accanto per scrivere gli appunti, un altro ancora mi preparava la cartella, quando le lezioni erano finite».
«Il loro punto di forza è la solidarietà – sottolinea il giovane – Un valore difficile da trovare, in un caso come il mio. Eppure, per loro, per noi, è stato tutto molto naturale e la bella amicizia che è nata ci ha consentito di completarci a vicenda».
Khalid sa che le difficoltà, lungo il suo cammino di vita, sono già state tante. Ma sa, ancor di più, che tutto è più semplice se accanto ci sono persone con cui condividere il cammino, spesso tortuoso. «Se dovessi racchiudere in una parola il sentimento che provo per i miei compagni di classe non potrei farlo – prosegue, emozionato, Khalid – perché troppo ricco e profondo».
Quando chiediamo a Khalid se i suoi amici gli mancheranno, lui risponde: «Certo, mi mancherà non trascorrere più le mie giornate con loro».
«Eppure – aggiunge il giovane – nonostante questo, credo che le amicizie, quelle vere, continuino oltre la scuola, al di là delle lezioni. I rapporti importanti come il nostro non possono essere cancellati dalla lontananza».
Khalid racconta i suoi cinque anni trascorsi tra le mura dell’Ite “Carrara” di Lucca come un cammino ricco di colori, sensazioni e sentimenti. E, a questo, si aggiunge anche l’ottimo rapporto con i docenti.
«I professori mi hanno sempre stimolato ad andare avanti e a credere nello studio – racconta Khalid Dakir – Anche quelli che, all’apparenza, sembravano più severi, in realtà hanno tante cose dentro che non danno a vedere. Sono stati un punto di riferimento fondamentale, in questi anni». E i loro insegnamenti sono stati preziosi per motivarlo. Anche per il futuro. «Cosa farò ora che ho conseguito la maturità? – sorride Khalid – frequenterò la Facoltà di giurisprudenza perché il mio sogno è quello di diventare avvocato».
Il suo entusiasmo è travolgente così come il suo profondo senso di comunità, quella sua visione d’insieme che fa capire che, davvero, l’unione fa la forza, sempre. È stato così, per lui, in questi anni trascorsi alle superiori. Anni di risate, di divertimento e pure di qualche inevitabile difficoltà. Ma Khalid non si lascia spaventare, mentre ha deciso di indossare un bellissimo sorriso contro gli ostacoli. Perché – dice lui – qualunque avversità la vita ti metta davanti, bisogna reagire a testa alta. E, soprattutto, con un immancabile sorriso.
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