Il dolore
Niente pallavolo e la parrocchia diventa più povera
Mantenere il distanziamento è impossibile e Bagni perde uno degli eventi più attesi: niente cene, né partite nel 2020
Bagni di Lucca
Niente fischietto, né voci di ragazzi, all’ombra del campanile di San Pietro in Corsena. Non ci sarà il tradizionale torneo di pallavolo che, per due settimane, era un elemento di grande aggregazione e consentiva alla parrocchia di racimolare fondi indispensabili per sue le attività. La pandemia ha imposto lo stop e, dopo 40 anni, niente partite, niente cene, niente svago, e la parrocchia diventa più povera.
Il quei giorni i volontari riuscivano a preparare e servire dai 70 a 110 pasti per sera, dai quali la parrocchia ricavava un introito fondamentale per le sue attività. È affranta Giulia Mariani, 30 anni, da 15 parte attiva nella vita della parrocchia, del torneo e anche della catechesi. Proprio lei aveva contribuito al rilancio dopo il calo arrivato improvvisamente qualche anno fa.
Giulia, consigliere comunale, è tra l’altro arbitro della manifestazione e anima insieme agli altri ragazzi del gruppo le iniziative portate avanti in questi ultimi anni. «Ci siamo impegnati e siamo riusciti a portare 12 squadre al torneo, quindi 120 atleti – racconta Giulia – ogni sera lo staff preparava minimo 70 pasti, ma siamo arrivati anche a 110, 120. È sempre stato un lavoro di volontariato, del gruppo della parrocchia nessuno si è risparmiato. Il torneo è una delle fonti di incasso più grandi e importanti per mandare avanti le attività della parrocchia durante l’anno. Non abbiamo avuto disposizioni precise, ma era chiaro che non potevamo organizzarlo. Questo torneo è un “antidistanziamento sociale” per eccellenza».
Nel complesso sono una sessantina le persone che prestavano volontariamente energia e tempo per realizzare al meglio uno degli appuntamenti clou della stagione estiva di Bagni.
«Non abbiamo rincarato i prezzi nelle ultime edizioni, mentre la scelta del materiale compostabile ha portato il suo aggravio, circa il 40% in più – aggiunge Mariani – ora alla parrocchia mancheranno i soldi degli incassi, le altre attività non bastano per coprire i costi. La manifestazione serviva anche per ammortizzare le spese invernali».
Sul bilancio della parrocchia pesa oltretutto l’esito della vicenda legata alla cartella Imu, per circa 70mila euro, chiesta per il periodo 2013-2017. Don Raffaello Giusti si è sempre difeso spiegando che nei locali parrocchiali si svolgono incontri di associazioni no profit e incontri di ritrovo per i ragazzi. Il contenzioso è ancora in corso, ma un primo verdetto ha dato ragione al Comune. In forse anche le proiezioni all’aperto per i bambini, che si tenevano sul sagrato della chiesa, all’ombra del campanile, come il torneo. «Si trattava di sei appuntamenti – spiega la consigliera – non portavano un grande incasso, ma era comunque una iniziativa simpatica per ritrovarsi».
Si faranno invece le giornate del Grest, i gruppi ricreativi estivi, in programma dal 30 giugno al 30 luglio. Si tratta di vacanze educative organizzate dalle parrocchie con animazioni, giochi, gite e laboratori che si svolgono durante il periodo estivo. Gli appuntamenti sono tutti i martedì e i giovedì dalle 9 alle 17. Sono già partite le adesioni: per informazioni sullo svolgimento è possibile chiamare Chiara Cordovani per la zona del capoluogo e di Ponte a Serraglio (342 6094443), Lucia Giannotti (345 9554439) per la zona della Controneria, Monica Martinelli (329 9641149) per Fornoli e Don Raffaello (328 8280265) per la Val di Lima. —
Emanuela Ambrogi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
