Gioco
Pd, Remaschi punzecchia Marcucci Scontro sui giovani in lista alle regionali
L’assessore uscente della giunta Rossi rivendica la sua esperienza: «Dei ragazzi non basta parlare e riempirsi la bocca»
politica
Sul proscenio c’è un dibattito che non manca di profondità: il rapporto fra giovani ed “esperti” in politica, i ruoli che le varie generazioni possono avere nella discussione pubblica. Dietro c’è un’altra partita, più “terrena” ma non meno importante: la definizione delle liste nel campo del centrosinistra in vista delle elezioni regionali di settembre.
Il sasso nello stagno lo ha lanciato Marco Remaschi, attuale assessore Pd all’agricoltura nella giunta guidata da Enrico Rossi, con un post su Facebook che recità così: «Ho un punto di debolezza. Ho 63 anni. Ho un punto di forza. Ho 63 anni. Per qualcuno essere più grande, avere esperienza e impegnarsi in politica, mettersi al servizio della propria comunità, è una nota di demerito. Un disvalore. Il terreno su cui scendere per screditare l’avversario politico. Io, al contrario, preferisco che a parlare siano i fatti e le proposte, sui quali mi misuro ogni giorno. Con l’esperienza di un 63enne, che ha come più grande ambizione quella di mettere le proprie conoscenze a disposizione di chi, più giovane, ama impegnarsi per la collettività, in politica, come amministratore o militante, per far crescere il proprio territorio e dare senso alla cosa pubblica in generale. Dei giovani non basta parlare e riempirsi la bocca. I giovani vanno incontrati, vanno conosciuti, con i giovani ci si deve mettere in gioco e sperimentare ogni giorno. I giovani vanno accompagnati quando serve e valorizzati sempre. L’ho fatto in tutti questi anni e lo sto facendo ancora adesso: incontrarvi ragazzi, mettermi al vostro servizio è l’impegno più importante. È la sfida più avvincente».
Non ci sono nomi, ma il messaggio è chiarissimo. E arriva al Ciocco e al capogruppo democratico al Senato Andrea Marcucci, con il quale ormai da mesi Remaschi è in rotta. Pochi giorni fa - sempre via Facebook - Marcucci aveva infatti auspicato l’ingresso nelle liste del Pd di “forze nuove”, a cominciare da quelle impegnate nelle amministrazioni locali. Un “via libera”, per cominciare, alla candidatura dell’assesore comunale al commercio di Lucca Valentina Mercanti, salutata con grande favore anche dall’altro consigliere comunale lucchese uscente, Stefano Baccelli.
Baccelli non si ricandidera (così come Ilaria Giovannetti), mentre Remaschi sarà della partita, seppur con un piccolo “intoppo” procedurale: è giunto al termine del suo secondo mandato a Firenze e quindi per una sua terza candidatura, serve una deroga. Difficile non arrivi: ilbacino di voti della Lucchesia è importante, così come quello dell’aretino, dove dovrebbe correre un collega di giunta di Remaschi, Vincenzo Ceccarelli anche lui bisognoso di deroga. Remaschi, addirittura, potrebbe correre da capolista, anche se se la dovrà vedere con Mario Puppa, ex sindaco di Careggine sostenuto da Marcucci e da un gruppo di primi cittadini con alla guida quello di Capannori, Luca Menesini. Perché la frattura Marcucci-Remaschi è anche una faglia tra sindaci Pd, visto che proprio per Remaschi si è spesa un’altra pattuglia guidata da Alessandro Tambellini.
La disfida gioventù-esperienza, dunque, non sembra essere altro che un “graffio” all’interno di uno scontro a sinistra che si preannuncia lungo e non privo di sorprese. E magari neanche di qualche “colpo basso”. —
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