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Le baby modelle di Flavia Piccinni da domani sbarcano su Netflix

Le baby modelle di Flavia Piccinni da domani sbarcano su Netflix

Il film è tratto dal libro-inchiesta della scrittrice lucchese. Che per il prossimo volume si occuperà di Sarah Scazzi

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Da domani il film tratto dal suo “Bellissime” arriverà in tutto il mondo sulla piattaforma Netflix. Fra meno di venti giorni, tornerà in libreria con un romanzo verità che promette di far molto discutere. E, intanto, lavora come autrice per un nuovo, attesissimo, programma per Rai1 e a una nuova collana con la casa editrice di cui è socia fondatrice, Atlantide. Flavia Piccinni – 33 anni, lucchese per scelta – sorride mentre racconta dei suoi ultimi progetti, e quasi non ci crede che “l’incubo covid forse sia davvero finito”.

Partiamo dall’inizio. Domani “Bellissime” – già presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma - arriva su Netflix. È tratto dall’inchiesta del 2017, che ha dato adito a tre interrogazioni parlamentari e a una proposta di legge, sul mondo delle baby modelle.

«Con la regista Elisa Amoruso, già nota per aver girato il documentario su Chiara Ferragni che è stato un caso al botteghino, e la sceneggiatrice Antonella Gaeta abbiamo scelto di raccontare la storia della modella bambina più famosa degli anni Novanta, Giovanna Goglino, e delle sue due sorelle. Volevamo indagare cosa accade a chi, come loro, da piccole avevano avuto un grande successo. Ci siamo trovate davanti una storia incredibile».

Perché?

«Perché il cuore della narrazione, un po’ come accaduto nel libro, si è rivelata essere legato alla madre: Cristina Cattoni, 60 anni, un palo da pole dance in salotto, protagonista di calendari e vincitrice di numerosi concorsi di bellezza in categoria Over. Ne è uscito fuori un documentario sul tempo che viviamo, sull’ossessione per l’apparire e sulle ambizioni. Ma anche una riflessione sulla superficialità, sulla mancanza di valori e su quello che facciamo per coincidere con l’idea di noi stessi che vorremmo comunicare agli altri».

Lei che idea aveva di se stessa da ragazza?

«Quella che ho adesso. Avevo ambizioni forse diverse, il sogno di andare via da Lucca e di scrivere. Avevo molti obiettivi. Alcuni li ho raggiunti, e irrimediabilmente subito dopo non mi sono più interessati. Qualche tempo fa un caro amico, lo scrittore Andrea Bocconi, mi ha detto: “Dio punisce gli uomini realizzando i loro sogni”. È un proverbio Masai. Purtroppo, mi appartiene ancora molto».

A Lucca ha deciso però di tornare.

«L’ho fatto principalmente per stare vicino alla mia principale ossessione, mia madre. Poi il mio fidanzato Carmine si è innamorato della città, e così abbiamo deciso di trasferirci. Per quanto i collegamenti con Milano e Roma siano pessimi, per fortuna internet è un grande sostegno».

Quali sono i suoi nuovi progetti?

«Sto lavorando come autrice a un nuovo programma che andrà in onda per tutta l’estate su Rai1 e che farà scoprire agli italiani il nostro meraviglioso Paese, perché non è necessario andare all’estero per rimanere incantati. Con Atlantide BLU porteremo poi in libreria tre libri incredibili. Il 17 luglio uscirà per Fandango la nuova inchiesta, che ha molto del romanzo, scritta con Carmine Gazzanni».

Sono passati quasi due anni da quando, insieme, avevate pubblicato “Nella Setta”, che è stato un successo editoriale e di pubblico, vincitore fra l’altro del Premio Mattarella Giornalismo e del Premio Giornalismo Investigativo Europeo ed è diventato anche uno spettacolo con Marco Brinzi.

«È stata un’inchiesta molto faticosa, che ancora oggi ha strascichi giudiziari, e che ci ha dato enormi soddisfazioni umane. Dare voce alle vittime dell’Archeosofia, rispetto alla quale la Polizia di Stato partendo dal libro ha aperto un’inchiesta, è forse una delle mie più grandi soddisfazioni personali. Credo che la scrittura non possa prescindere dall’impegno umano e civile».

Di cosa parlerà il suo nuovo libro?

«È incentrato sulla storia di Sarah Scazzi, la 15enne brutalmente assassinata ad Avetrana. È una storia incredibile, che portò sotto i riflettori l’intera famiglia della ragazza e quella degli zii Misseri: Michele, Cosima e della cugina Sabrina. Una storia che intreccia il pregiudizio giudiziario alla perdita dell’innocenza di tutti gli italiani».

In che senso?

«Quando Federica Sciarelli rivelò alla madre di Sarah, Concetta, che la figlia era morta in diretta televisiva nel corso di Chi l’ha visto? si è rotto qualcosa per tutti noi. Il “caso Scazzi”, come è stato brutalmente ribattezzato, ha raccontato in potenza non solo un Sud arcaico e selvatico, ma anche i pericoli del voyeurismo. Abbiamo affondato le mani in questa materia oscura. E adesso siamo pronti a consegnarla ai lettori.»



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