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Lucca

«Abbiamo evitato conseguenze anche per la colonna vertebrale»

R.L.
«Abbiamo evitato conseguenze anche per la colonna vertebrale»

Il responsabile di oculistica racconta il delicato intervento durato 3 ore «Ora i suoi occhi risalteranno insieme al suo splendido sorriso» 

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il primario

Il professor Fausto Trivella, primario del reparto oculistica del San Luca di Lucca, è l’artefice del “miracolo” di microchirurgia ricostruttiva che ha consentito alla ragazzina di Follonica, dopo una serie di interventi, di poter vedere normalmente.

Allievo della dottoressa Darina Krastinova, luminare della chirurgia cranio facciale, con cui ha studiato negli anni Ottanta a Parigi, aveva fatto le prime esperienze a Lucca come specializzando con l’indimenticato professor Francesconi. Un “cervello in fuga” che ha fatto ritorno nel suo Paese per mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti. Ma soprattutto un uomo empatico e molto sensibile - attento collaboratore con i progetti dell’Unione Ciechi di Lucca - capace di prendere per anni un mese di ferie dal lavoro e trascorrerlo nei luoghi più sperduti dell’Africa per curare gratuitamente la vista a migliaia di bambini, molti dei quali sottoposti a interventi di cataratta.

Gli abbiamo chiesto di descriverci l’intervento compiuto sulla ragazzina di Follonica, eseguito in anestesia totale e durato tre ore. «Quello di ieri - spiega - è stato un intervento di cantopessi transnasale per la correzione del telecanto ovvero l’angolo dell’occhio vicino al naso che ha comportato la ricostruzione della sospensione al muscolo frontale per l’apertura e l’allargamento degli occhi che, una volta tolti i punti, saranno in perfetta armonia col volto e risalteranno sotto quelle palpebre che minacciavano di spegnere il bellissimo sorriso della ragazza. Se non si interveniva nei tempi e nei modi concordati, aggiunge, le conseguenze sarebbero state drammatiche».

La perdita della vista, infatti, era quasi certa e con essa «c’era il rischio di gravi malformazioni vertebrali, per le conseguenze di una postura sbagliata che nel tempo si sarebbe cronicizzata. Per cercare di vedere quel poco che poteva, la giovane avrebbe infatti istintivamente tenuto la testa indietro, provocando così l’alterazione della colonna vertebrale e problemi posturali rilevanti, che si sarebbero manifestati soprattutto nell’atto di camminare».

Il professor Trivella spiega di essere «felice del risultato raggiunto grazie all’impegno della mia équipe e in particolare la dottoressa anestetista Elisa Gasperini che ha fatto un lavoro encomiabile. E un plauso al reparto pediatria dell’ospedale San Luca che si è manifestato in tutte le componenti all’altezza di una situazione tanto complessa».

R.L.

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