Il Tirreno

Lucca

LA RAPINA A LUNATA  

Diciassette anni complessivi alla gang dei catanesi

LUCA TRONCHETTI
Diciassette anni complessivi alla gang dei catanesi

Condannati con rito abbreviato Giuseppe e Glauco Cosentino  mentre patteggiano la pena Giovanni Nicosia e Antonio Florio Un cellulare tradì la banda

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LUNATA

Diciassette anni complessivi per i trasfertisti del crimine accusati di due colpi avvenuti in provincia di Lucca e di Massa. Un duro colpo alla gang dei catanesi condannata in udienza preliminare dal giudice Riccardo Nerucci su richiesta del procuratore facente funzioni Lucia Rugani. Per la rapina del 30 aprile 2019 all’agenzia di Lunata della Cassa di Risparmio di Volterra e per quella del 5 luglio alla filiale del Monte dei Paschi di Siena di Marina di Massa è stato condannato con rito abbreviato (sconto di un terzo delle pena) a 7 anni di reclusione, Glauco Cosentino, 27 anni, di Catania mentre il padre Giuseppe, 58 anni, è stato condannato, sempre usufruendo del giudizio abbreviato, a 5 anni di carcere in quanto riconosciuto colpevole solo della rapina alla Mps di Marina di Massa mentre è stato assolto per il colpo all’agenzia della CdR di Volterra a Lunata. Patteggiamento della pena a due anni e mezzo di reclusione per gli altri due imputati: Giovanni Nicosia (27 anni) e Antonio Florio (20) che si costituirono il giorno successivo all’arresto dei Cosentino presentandosi nel carcere di Augusta in provincia di Siracusa. Il quinto componente la gang - Giuseppe Iuppa, 48 anni - aveva patteggiato oltre un anno fa a 3 anni e 6 mesi durante il giudizio immediato di fronte al giudice Giuseppe Pezzuti. Ad assicurare alla giustizia i pendolari del crimine erano stati i carabinieri del reparto operativo guidati dal comandante Dario Anfuso e quelli del nucleo investigativo agli ordini del maggiore Paolo Floris. Un’inchiesta - denominata «Operazione Trinacria» - partita da un vecchio telefonino Alcatel perso sul luogo della rapina e utilizzato per comunicare durante i colpi. Un cellulare buono solo per chiamare e ricevere in quanto privo di gps. In rubrica tre nomi alquanto altisonanti: Messi, Ronaldo e Amore. Da quei nomi gli uomini della Benemerita riuscirono ad arrivare alla gang dei catanesi, quasi tutti con precedenti penali specifici. Gli arrestati arrivavano dalla Sicilia a bordo di auto non direttamente riconducibili a loro (tra cui una Fiat con lo stemma della Croce bianca usata per non dare nell’occhio) e utilizzavano come base un appartamento nel centro di Marina di Massa, dove Glauco Cosentino aveva fatto lavori saltuari alcuni anni prima. Preparavano il colpo con appostamenti e sopralluoghi e poi agivano con una tecnica classica: un “palo” all’esterno e due o tre complici che col volto travisato entrano nell’istituto di credito armati di temperino o di un piede di porco. Gente che guardava poco per il sottile come dimostra la rapina a Lunata quando i malviventi entrarono in banca passando da una finestra durante la pausa pranzo. All’interno c’erano il direttore e una dipendente: l’uomo venne preso per il collo e colpito con calci e pugni (8 giorni di referto). La dipendente, invece, venne afferrata per i capelli e costretta a consegnare il denaro: circa 5mila euro. —

LUCA TRONCHETTI

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