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effetto coronavirus 

Anche a Lucca le sagre si fermano per un anno

Martina Trivigno
Anche a Lucca le sagre si fermano per un anno

La decisione è stata presa in autonomia dagli organizzatori L’assessora Mercanti: «Un gran bel gesto di altruismo»

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Martina Trivigno / lucca

Tutte le sagre di Lucca sono state annullate, rimandate al prossimo anno. Non perché un provvedimento lo abbia stabilito, ma perché loro – gli organizzatori – hanno deciso di fare un passo indietro. Innanzitutto per le stringenti disposizioni anticontagio che mal si conciliano con lo spirito delle sagre, da sempre sinonimo di affollamento. Ma, per l’assessora al Commercio, Valentina Mercanti, c’è anche qualcosa di più: la sensibilità (e quindi la solidarietà) nei confronti dei ristoratori da parte di chi, ogni anno, mette in moto la macchina degli eventi all’aperto. Ed è per questo che le affermazioni di Confcommercio – che ha spesso mantenuto una posizione critica su questo tipo di manifestazione – stridono con quella che è stata la decisione finale degli organizzatori delle diverse iniziative sul territorio: l’annullamento (in autonomia) delle sagre. Perlomeno a Lucca.

«Capisco le motivazioni dei ristoratori, duramente colpiti dalla pandemia – sottolinea Mercanti – ma devo sottolineare il grande cuore degli organizzatori delle sagre lucchesi. Parlando con loro, infatti, sono emerse le difficoltà di riuscire a organizzare gli eventi, come al solito. Ma, durante i nostri incontri, hanno anche sottolineato la voglia di aiutare i ristoratori, fermandosi per un anno».

Secondo quanto sottolineato dall’assessora, infatti, «a Lucca le sagre non rappresentano una concorrenza sleale per i ristoranti».

«Piuttosto – aggiungono – un momento di socializzazione e aggregazione, soprattutto per le piccole realtà».

È il caso di Aquilea e Santa Maria del Giudice – tutte e due “dispensatrici”, nelle sere estive, di una deliziosa zuppa – che, in ogni caso, hanno annunciato lo stop della sagra, per quest’anno, con la promessa di tornare per una nuova edizione, quella del prossimo anno. Salterà anche la sagra del tordello casalingo, a Sant’Angelo, che quest’anno assumerà le sembianze di festa della birra.

Ma, in ogni caso, gli amanti delle sagre, perlomeno quest’anno, dovranno farne a meno. E, con loro, l’indotto che ne consegue.

«Difficilmente le sagre rappresentano un motivo di concorrenza per i ristoranti – sottolinea l’assessora Mercanti – perché durante questi eventi, di solito, si gusta una prelibatezza soltanto e non c’è un vero e proprio menu. Piuttosto, è il folklore a fare la differenza così come quei momenti di comunità vera in cui si condividono (e si respirano) ancora i valori di una volta».

Nessuna concorrenza (almeno a Lucca), ma soltanto la voglia di stare insieme, fare gruppo, mangiando qualcosa di buono, magari ascoltando la musica, suonata da una band locale.

«Dal canto mio – conclude l’assessora Valentina Mercanti – ringrazio gli organizzatori delle sagre che hanno dato grande prova di altruismo e generosità, decidendo di interrompere, per un anno, le manifestazioni. L’appuntamento è alla prossima edizione con l’augurio che possano tornare ad allietare i piccoli paesi, con quell’allegria e voglia di socializzare che li contraddistingue da sempre». –

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