Attenzione
Il gip conferma il carcere per il muratore che morse la mano della mamma
la decisione
Resta in carcere il muratore di 54 anni residente nella periferia della città accusato di maltrattamenti in famiglia e resistenza e lesioni a pubblico ufficio. Lo ha stabilito il gip Antonia Aracri durante l’udienza di convalida. Stando all’accusa l’operaio edile, che lavora regolarmente e dopo la separazione dalla moglie è andato a vivere con la madre al primo piano di una villetta nella zona della Sarzanese, già dal mese di dicembre aveva iniziato il suo rapporto burrascoso con la mamma ottuagenaria probabilmente per motivi di natura economica e comportamentale. Offese, epiteti irripetibili, parolacce e minacce di morte del genere «Ti ammazzo» e «ti voglio vedere in una cassa da morto». L’escalation era proseguita nei mesi successivi con il muratore che si era scagliato contro alcuni mobili dell’anziana finendo per romperli. Alcuni giorni prima dell’arresto (era l’11 giugno) poi si sarebbe verificato un episodio che ha inciso, e non poco, nella decisione del giudice. L’ultracinquantenne, al culmine dell’ennesimo litigio, aveva afferrato l’avambraccio destro della madre sferrandole un morso che le lascia il segno. Al pronto soccorso la donna ci finisce solo il 17 giugno, giorno dell’arresto del figlio, per uno stato d’ansia (25 i giorni di prognosi) riportato in seguito all’ennesimo litigio che costringe ad intervenire anche l’altro figlio, che vive al piano superiore dell’abitazione, e la figlia che abita nelle vicinanze. Sono loro ad avvertire i carabinieri del radiomobile che piombano nella casa e cercano di bloccare il muratore che non ne vuol sapere di seguire i militari. È agitato e nel divincolarsi nel colpisce uno. Finisce così in manette. —
L.T.
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