Il Tirreno

Lucca

Omicidio di via del Toro, i due imputati chiedono lo sconto di pena

LUCA TRONCHETTI
Nella foto la scena del crimine: la stanza dove è stato trovato prono il cadavere di Roshan Silva, 50 anni, cuoco ed ex militare, con il sangue sparso sulle coperte, il pavimento e il materasso della vittima. Nei riquadri i due connazionali in carcere con l’accusa di omicidio volontario in concorso
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Nella foto la scena del crimine: la stanza dove è stato trovato prono il cadavere di Roshan Silva, 50 anni, cuoco ed ex militare, con il sangue sparso sulle coperte, il pavimento e il materasso della vittima. Nei riquadri i due connazionali in carcere con l’accusa di omicidio volontario in concorso

Gli uomini sono accusati di aver ucciso nella notte tra il 16 e il 17 aprile 2019 il loro padrone di casa 

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LUCCA. I legali dei due cingalesi detenuti nel penitenziario di San Giorgio con l’accusa di omicidio volontario ai danni di un connazionale hanno chiesto per i loro assistiti il giudizio abbreviato davanti al gup che prevede la riduzione di un terzo della pena. La decisione verrà presa l’11 dicembre. É quanto emerso nell’udienza di ieri di fronte al giudice Riccardo Nerucci.

Gayan Chaturanga Warnakulasuriya Mudianselage, 28 anni, ex militare, richiedente asilo e uomo di fatica in un locale di via Anfiteatro e Samit Gayan Poruthotage Fernando, 36 anni, in regola con il permesso di soggiorno e all’epoca dei fatti cuoco alla trattoria Tre Merli sono accusati di aver ucciso nella notte tra il 16 e il 17 aprile 2019 il connazionale Roshan Silva Kalukankanamalage, 50 anni, cuoco disoccupato, ex militare e praticamente il loro padrone di casa (erano in subaffitto). Assistiti dagli avvocati Veronica Nelli e Paolo Mei si difendono dall’accusa sostenendo che non avevano l’intenzione di uccidere, ma si erano difesi dall’aggressione compiuta nei loro confronti.

«Era in preda ai fumi dell’alcol e ci accusava di essere gli amanti della compagna e al nostro fermo diniego ci ha aggredito costringendo a difenderci» ha sempre sostenuto in un inglese stentato Gayan Chaturaga. «Prova ne sia - avrebbe aggiunto - che al termine della colluttazione non pensavamo di averlo ucciso tanto è vero che siamo andati a dormire».

Presa a sommarie informazioni, pure Fiona Sherien Grigson, 55 anni, la compagna della vittima, aveva riferito agli investigatori che già nel pomeriggio antecedente al delitto il suo convivente era ubriaco. La donna, durante quella notte mentre si trovava al San Luca dopo aver denunciato alle 22,30 l’aggressione di Roshan Silva, alla polizia sostenne di aver ricevuto la telefonata allarmata dei due connazionali-coinquilini che dicevano di aver avuto una violenta colluttazione con l’ex militare dello Sri Lanka. Versioni che coinciderebbero anche su un altro punto: dopo la rissa delle 2,30 circa, Roshan Silva era ancora vivo.

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