Italia
«La didattica a distanza un sacrificio necessario contro il Covid-19»
lucca
«Questo esame di maturità era un’incognita e il fatto di essere il primo, ieri mattina, a doverlo sostenere non mi tranquillizzava affatto. Ma poi tutto è andato per il meglio». Simone Lenci esce dall’Itc “Fracesco Carrara” e, per prima cosa, abbraccia sua madre. Lei è rimasta fuori ad aspettarlo e quando, in lontananza, intravede la figura del figlio, un po’ si emoziona. L’ormai ex studente ha già deciso: intanto andrà a lavorare come contabile nell’azienda metalmeccanica guidata dal padre. «Anche se non escludo la possibilità di iscrivermi all’università», precisa. «La didattica a distanza è stata un sacrificio necessario per fronteggiare il coronavirus e consentire, al tempo stesso, di proseguire le lezioni – aggiunge il giovane – Ma nulla potrà mai sostituire la lezione frontale». Soddisfatta anche Arianna Moriconi che esce dal portone d’ingresso del Carrara con il sorriso in volto. «Pensavo peggio – ammette – ma sono contenta. Si chiude un importante capitolo della mia vita e se ne aprirà un altro, uno spiraglio verso il mio futuro professionale: la Facoltà di psicologia». –
M. T.
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