Lutto
Per il pm aveva sedotto una donna quasi cieca per spillarle i soldi
LUCCA
Per quasi tre anni le aveva fatto credere di essere l’uomo della sua vita. Rinviando sempre il momento in cui sarebbero finalmente andati a convivere con la scusa della lontananza della propria sede di lavoro. In realtà ciò che voleva da quella donna quasi cieca e con problemi mentali erano solo i soldi. I suoi e, una volta prosciugatele i conti, quelli dell’anziano padre. Ci sono anche quelle di circonvenzione di incapace e di truffa fra le accuse a carico dell’ispettore della polizia stradale Gianluca Pantaleoni. Riprendendo le parole usate dal gip nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, Pantaleoni avrebbe ingannato, grazie al proprio “innato carisma” e alla capacità di affascinare, quella donna ipovedente residente in provincia di Pisa, patologicamente innamorata di lui, e l’anziano padre ultraottantenne. Riuscendo a manipolare entrambi in modo da nascondere le sue reali intenzioni, che invece emergerebbero da alcune delle intercettazioni telefoniche e ambientali andate avanti fino allo scorso agosto. Fatto sta che gli inquirenti hanno ricostruito che dal novembre 2016 al luglio 2019, Pantaleoni aveva ricevuto da padre e figlia bonifici per 179.650 euro, come presunto corrispettivo (con caparre superiori addirittura al 50% del valore) per la conclusione dei contratti preliminari per la vendita di tre immobili di sua proprietà, ai quali però era seguito un solo contratto definitivo e per giunta simulato. Di quel denaro in seguito ne aveva restituito loro circa solo 45.000 euro. Ma poi ci sarebbero tutti gli altri soldi, tanti, avuti dalla donna in contanti, con assegni e anche utilizzando le sue carte di credito. Fino a ridurla praticamente alla fame, spiegava il giudice nella sua ordinanza. —
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