Sicurezza
Chiesto il processo per l’ispettore arrestato per corruzione, truffa e traffico di influenze
Nei guai anche un imprenditore di Barga che avrebbe pagato Pantaleoni per ottenere il rinnovo del porto d’armi
LUCCA
Corruzione, truffa, traffico di influenze illecite, riciclaggio, circonvenzione di incapace. È con queste accuse che l’ispettore della polizia stradale Gianluca Pantaleoni, 50 anni, ex segretario nazionale della Uil polizia, dovrà comparire davanti al giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Pistoia. È stato il pm titolare dell’inchiesta , Leonardo De Gaudio, a chiedere il rinvio a giudizio suo e di altri 4 indagati, coinvolti in alcuni dei reati contestati.
Tra le altre cose, Pantaleoni – ancora ai domiciliari dopo essere finito in carcere lo scorso dicembre – è anche accusato di aver tradito i suoi colleghi poliziotti, comunicando a dei conoscenti, in cambio di favori, le targhe, i modelli e il colore delle auto civetta della questura di Pistoia.
Pantaleoni, residente a Lucca, era aggregato alla sezione della Polizia stradale di Montecatini (ma in forza al Comando di Lucca, dopo aver diretto la sezione di Viareggio), era finito nel mirino degli investigatori della polizia dopo una segnalazione sugli anomali giri di denaro sui suoi conti correnti: gli inquirenti calcolano dalle sue mani siano passati circa 900.000 in tre anni, a fronte di uno stipendio che ammonta a meno di un decimo di tale cifra. Tutti i reati che gli vengono contestati sarebbero secondi la procura riconducibili alla sua continua necessità di denaro dovuta al vizio del gioco d’azzardo: truffa ai danni dello Stato (per essersi assentato dal servizio fingendosi malato), riciclaggio, autoriciclaggio, falsità ideologica, traffico di influenze illecite, abbandono del posto di servizio, corruzione e ricettazione. Alcuni dei quali commessi in concorso con altri 4 indagati, fra cui due imprenditori: Domenico Lombardi, 51 anni, di Massa e Cozzile; Tiziano Pandolfo, 39, di Barga (coinvolto anche nell’inchiesta per la presunta corruzione a Vagli); Luigi Amico, 58 anni, residente a Pistoia ma domiciliato ad Altopascio; e Cristian Balestra, 34, di Altopascio.
In concorso con Pantaleoni, Pandolfo è accusato di traffico di influenze illecite. In cambio di prestiti di denaro e cambi di assegni, l’ispettore si sarebbe adoperato per fargli ottenere il rinnovo del porto d’armi per difesa personale (per il quale era in corso la procedura di rigetto) e per velocizzare il rinnovo del porto d’armi per uso sportivo in corso alla questura di Lucca.
Lombardi è accusato di favoreggiamento personale: sentito in qualità di testimone dai poliziotti che indagavano sul Pantaleoni per il reato di abbandono di posto di servizio, aveva raccontato all’ispettore il contenuto dell’interrogatorio.
Amico e Balestra sono accusati di corruzione, sempre in concorso con l’ispettore. Pantaleoni avrebbe svelato al Balestra informazioni sulle auto civetta in uso alla questura di Pistoia, e gli avrebbe dato suggerimenti su come aggirare determinate sanzioni. Ricevendo regolarmente in cambio e per più volte prestiti di denaro contante con assegni dati come garanzia. Stesse informazioni sulle auto civetta Pantaleoni le avrebbe date ad Amico. —
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